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(W.32-33-34-35) 7/8 -11/9: 863 articoli traduttore friendly / articles translator friendly

(W.32-33-34-35) 7/8 -11/9: 863 articoli traduttore friendly / articles translator friendly

Qualche numero per  raccontare la nostra storia ed introdurvi agli 863 articoli disponibili per le vostre vacanze … Few figures to get informed about our history as introduction for the 863 articles for your hollydays

  1.  Lingue/languages: italiano / english /deutsch / 日本の
  2. articoli pubblicati /published articles  1-1-2016 / 7-8-2016 : 863
  3. articoli pubblicati /published articles 10-11-2015 /31-12-2015: 571
  4. Traduttore /translator friendly: Se volete  aggiungere un traduttore automatico di siti/ pagine internet  clickando qui trovate quello ufficiale di Google  /  If you want to add Google Translate in order to translate the whole page please  click here to find and install
  5.  Inside more than 1.400.000.000 web sites Certified World Ranking :6,862,170 at 29-7-2016 / 14.20 CET
    In the last 3 months plus: 3,341,941 positions
  6. Visulizzazioni / Visualizations  November 2015 – August 2016:
  7. in 35 rubriche siamo al momento N.1 al mondo e N. 2, N.4 ,N.9 una volta / CATEGORIES/TOPICS/ARGUMENTS WORLDWIDE LEADERSHIP (Google Certified Ranking): AT THE MOMENT N.1 worldwide 35 times, N.2 one time,n.4  one time  n.9 one time as you can check here
  8. Impegno Sociale – Social Commitment: please click here
  9. Promozione gratutita di una città usando un romanzo N.1 al mondo su 447.0000 siti che parlano di questa tematica / Free of charge promotion of a town thanks to a novel : N.1 on 477.000 sites talking about the same topic as you can check here  . Potete scaricare gratuitamente in versione integrale e senza registravi clickando qui

Focus

Argomento/Topic (ITALIANO – ENGLISH) Meta-Tags Google Ranking(click here to verify)
Art & Culture N. 1 & N.9 world
Geopolitics -Terrorism N.1 world
International Economy-Business-Management N.1 world
Poteri Forti – Conspiracy Theory N.1 world
Reformist Islam N.4 world
Social Justice- Welfare -Social War N.1 world
Technology – Science N.1 world
Wellness:Spiritual & Body N.1 world
Promotion of  Ethic /Not Profit Entities N.1 world
Buddhist Lifestyle N.1 world
Catholic Lifestyle N.1 world

DSC00689 Vi auguriamo un sereno periodo di ferie e ci rivediamo l’ 11 settembre – We wish an amazing hollidays time and we back on September 11th.

 

 

 

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su agosto 9, 2016 in 1 -Archivio settimanale /Weekly archieve

 

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ISIS: APPEAL POWER AVEVA PREVISTO LA FINE IN SOLITARIA MESI FA

Carissimi e Carissime da mesi avevamo previsto in solitaria la fine dell´ISIS come sta avvenendo

basta cercare “ISIS” o “terrorsimo” e trovate articoli ed articoli che dal 2015 dicono quello che  vedete accadere in queste settimane.

 

happy vacanze

 
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Pubblicato da su agosto 8, 2016 in 1 -Archivio settimanale /Weekly archieve

 

DONALD ” sperma buono” TRUMP: Hillary ha co-fondato l´iSIS ! by Mondo Komplotto

DONALD ” sperma buono” TRUMP: Hillary ha co-fondato l´iSIS !  by Mondo Komplotto

(la nostra rubrica che parla del komplotto- poteri forti e´N. 1 al mondo nel suo meta-tag)

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Tripudio nel mondo dei Guru do Komplotto: Trump da´loro ragione.

Ovvero? L´ISIS e´figlio de Komplotto Yankee nelle persone di Obama e Clinton.

NON passi che Trump debba chiedere ai suoi sostenitori con un´arma di farne buon uso contro la Clinton.

NON passi che chieda alla Russia di compiere hackeraggio per danneggiarne la campagna elettorale.

NON possi che oltraggi i genitori di un americano mussulmano morto in combattimento per il suo paese.

La prossima?

Alieni ed Hillary?

iL tutto si commenta da solo e  conferma il valore ridicolo dei Guru do Komplotto

 

Mondo Komplotto

 

 
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Pubblicato da su agosto 7, 2016 in Oltre i poteri forti: benvenuti nel mondo dei Not States Actors

 

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POLITICHESE ESTIVO: COME DAL PD AL M5S TUTTI ATTENDONO LE ELEZIONI USA by Paolo Dealberti

POLITICHESE ESTIVO: COME DAL PD AL M5S TUTTI ATTENDONO LE ELEZIONI USA by Paolo Dealberti

(pubblicato nel contesto di “Suggestions for a wise international politics”” N.1 al mondo su 4.040.000 siti as you can verify here , at 19-6-16 – 14.00 CET)

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Il perno,lo stretegic pivot si direbbe in geopolitichese,non e´il referendum ma le elezioni presidenziale e di meta´del congresso e senato USA a novembre.

Ovvero?

Se dopo l´economia ripartisse fino al 2018 poco importa se vincesse il “no”.

Se invece non ripartisse allo stesso modo poco importa se vincesse il “si”.

Con questo sullo sfono vediamo che politichese tira:

.1- PD:

I) lo ha capito Renti che da tempo cerca di rimediare all´errore di personalizzare il referendum

II) l´opposizione interna continua a svalutarsi perdurando nel giochino opportunistico dei “cool da collegio elettorale blindato assicurato”

2- M5S

I) la Sindaca Raggi dice che mancano le risorse,

Ma COME?????????????????????????

Dove sono le decine e decine, se non centinaia, di milnioni di euro che nei talk-show fino a due giorni prime le elezioni giuravano di aver trovato nelle pieghe del bilancio e che avrebbero liberato ed utilizzato nel giro di 2 o 3 ,(al massimo 4), delibere di consiglio?

Che Kompltto e di chi blocca queste risorse che hanno promesso nel programma elettorale? Perche´non le sbloccano  a parole era cosi´facile…a parole…appunto. Od esistevano solo a parole e non nelle famose pieghe dei bilanci?

II) l´On. Di Battista si gioca il futuro nel contesto del partito con la sua iniziativa a bordo di uno scooter Made in Italy tra i piu´costosi in circolazione.

Se non ha successo si e´de facto auto-trombato.

Come misurarlo?

EVITARE gli articoli di giornale e di blog dato che ognuno dice la sua come gli conviene. Evitare le foto e le riprese che NON sono mai obbiettive. Ovvero?

Basta riprendere ad altezza uomo 10 amici con bandiere ed una piazza vuota sembra affollata. Basta riprendere l´angolo giusto ed una piazza piena sembra vuota. Un drone? Dipende quando si riprende, se le persone  iniziano ad  arrivare la piazza e´vuota mentre piu´tardi lo e´meno.

Quindi?

Andare sul sito di Beppe Grillo e vedere quanti commenti la Base pone sul post relativo. …. e li´si vedono dei numeri piu´realistici ed a oggi sono 304 commenti e 3.094 repost su non meno di 2.5 milioni di iscritti.

Valutate voi se tanti o pochi  e con un click qui andate alla fonte .

3- LEGA NORD

forse un giorno tra i resti dei Bossiani prima che divengano rimasugli qualcuno alzera´la testa. Le 8.000 pochette preferenze a Salvini dovrebbero stimolare,no?

Intanto Salvini…dilaga per inconsistenza altrui piu´che per forza propria dato che  non fa altro che ripetersi.

4-SENATO

in quanti pensano ad un vittoria del “SI” che si tramuta nella fine delle loro carriere senatoriali. Dai Pentastellati eletti con 30 click ai senatori di tutti gli altiri partiti.

Quindi? Pensiero stupendo:  far cassa finche´si puo´.

I Pentastellati presi dai dubbi etici che passano ad altro per salvarsi circa 18 mesi di sitpendio pieno e rinnegare il rifiuto alle prebende di fine carriera. Gli altri per incassare il possibile per una carriera post-senato.

5-IMMIGRAZIONE

dalle solidarieta´di chi incassa 35€/day per essere solidale alle ruspe tanto fumo e pochissimo arrosto.

Nessuno che ipotizzi una soluzione od almeno una riflessione se la Turchia dovesse riaprire le frontiere…

Politichese … in una Italia dove in negozi in centro si inziano ad affittare gli occhiali da sole per essere cool ad un matrimonio od in vacanza.

E dove iniziano FAST FOOD VEGANI a 7 € a piatto. Economia intelligente = meglio della decrescita felice,

Indubbiamente due esempi che parlano della stessa Italia… e questo almeno NON e´politichese

 

Paolo Dealberti ©2016

(è consentita la riproduzione integrale  gratuita dei contenuti  dell’ articolo a fini NON commerciali a patto di porre il nome dell’ autore e di indicare con un hyperlink attivo la fonte)
Potete trovare qui i libri di Paolo

 
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Pubblicato da su agosto 7, 2016 in Suggestions for a wise international politicS

 

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Will Coworking Replace Colleges? by Thomas Frey (Top Ranked Google Futurist)

Will Coworking Replace Colleges? by Thomas Frey (Top Ranked Google Futurist)

Coworking I

When I first brought up the idea of coworking taking over colleges, it seemed like an absurd notion. But there is a secret reason that very few people are grasping.

At first glance, the highly structured ivory towers of academia seem to be on the opposite end of the spectrum from the unstructured anything-goes world of coworking. But the more I thought about it, it seems inevitable that the two are on a collision course.

In fact, it’s already happening, but not in the ways you may imagine.

Geekdom, a San Antonio-based coworking hub launched in 2012, has piloted an educational program called SparkEd where over 1,500 young people have enrolled in their workshops and “weekend camps.”

In Baltimore, the team behind Betamore has positioned itself as a coworking campus for entrepreneurs and their technology. Its purpose is to invigorate the Baltimore ecosystem with a unique curriculum that is open to the community.

The Posner Center in Denver is a network of over 200 companies focused on the international development of agriculture, education, energy, health, infrastructure, microfinance, and various other fields. As a mission oriented coworking facility, they are very selective in who they choose to work with, and education and training courses are an every day occurrence.

Our work at DaVinci Institute is also a prime example with our 11-13 week DaVinci Coder courses for learning new programming languages in a coworking environment.

No, there are no coworking locations currently offering a four-year bachelor degree, but that’s exactly the point. The status that colleges think they’re conveying is not the same status that today’s young people care to receive.

In the emerging gig economy where 36% of all work is already being done by freelancers, Millennials no longer feel they have the luxury of blowing 4-5 years and a boatload of money learning abstract concepts when they can take a 3-4 month coding bootcamp and learn while doing actual work that they’re being paid for.

The Recent Coworking Surge

So what is it about coworking, defined as membership-based workspaces where diverse groups of freelancers, remote workers, and other independent professionals work together in a shared, communal setting, so effective?

An estimated 20,000 coworking facilities currently dot the American landscape, and over 1,700 have signed their allegiance to the Coworking Manifesto, an online document that spells out the theory, philosophy, and working strategy of this new movement.

Here are ten stats explaining why coworking has become so insanely popular:

  1. 40% of the workers will be freelancers, temps, independent contractors and solopreneurs by 2020.
  2. 70% reported they felt healthier than they did working in a traditional office setting.
  3. 64% of coworkers are better able to complete tasks on time.
  4. 68% said they were able to focus better while co-working.
  5. 92% are satisfied with their co-working space.
  6. 91% have better interactions with others after co-working.
  7. 60% are more relaxed at home since co-working.
  8. 78% of coworkers are under 40.
  9. 90% said they felt more confident when working.
  10. 50% report higher incomes.

The Business of “You”

How many schools are currently prepping students to be “freelancer-ready?” In a word – none. It’s simply not happening.

Instead, the hard transition from student grunt to skilled worker is occurring in radically new ways – through friends, through trial and error, and through existing project workers.

Mentorship is quickly becoming the new classroom.

When LinkedIn founder Reid Hoffman says, “You need to think and act like you’re running a start-up,” he’s referring to your own career.

Every new free agent that enters the project-to-project job world quickly realizes that their growing lists of questions simply don’t have textbook answers. They have to find their own answers, and the quickest way is through peer groups and mentors.

Living in a country with the highest educated waitresses and bartenders in the world, an increasingly vocal underground feels they’ve been lied to. Academic credentials no longer live up to the promise implied with every new student loan that’s being applied for.

That’s one of the reasons coworking is becoming so trendy; they’re looking for a better network.

Finding a New Path to Success

Anyone growing up has a rough idea of what they think success should look like.

For teenagers, their heroes are people who have launched their own video games, started a band, filmed a rockumentary, created a mobile app, written a graphic novel, or won a major video game tournament. To them, the accolades and notoriety that come with this kind of experience far outweighs the tedium involved in credentialing new skills.

For Millennials, nothing resonates quite like being involved in an authentic accomplishment-based learning experience where meaningful work is making a meaningful impact.

Experience trumps diplomas every day of the weeks.

A Tech Industry that Doesn’t Care About Diplomas

Many of today’s tech gurus have been self-taught. Bill Gates, Tom Hanks, Madonna, Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Michael Dell, Paul Allen, Ben Stiller, Brad Pitt, George Clooney, Matt Damon, and Sean Combs are some of the smartest and most influential people in the world, none of whom graduated from college.

When applying for a coding job, company interviewers are far more interested in a person’s capabilities than their time spent in academia. In fact a computer science degree will often work against them as it conveys far more theory and far less actual coding.

In the fast moving tech world where innovations are typically 7-10 years ahead of academia’s talent pool, those who can demonstrate jerry-rigged accomplishments and resourceful curiosity become the most sought after.

Emerging fields like augmented reality designers, virtual reality educators, user experience architects, artificial intelligence testers, search engine optimizers, and online reputation managers are all part of a growing lists of jobs that have no university pathway to get there.

Much like becoming a rock star, game designer, professional athlete, race car driver, or movie star, landing a dream job has never been about taking the safe route, especially since there’s virtually no such thing as a safe route anymore.

Competing for Fun

Even though colleges get in trouble for promoting the fun side of campus life, it becomes a major part of every incoming student’s decision

Coworking facilities are also competing for the “fun” crowd, with many offering free beer, free food, ping pong, arcade games, air hockey, foosball, exercise rooms, indoor theaters, bocce ball, and more.

Will we see coworking sports teams competing against other coworking sports teams anytime soon? Yes, but it will probably be in non-traditional sports like ping pong, Arduino hackathons, and video game tournaments instead of football, baseball, and hockey.

The Secret Reason Why Coworking will Replace Colleges

We are moving into a very fluid society and traditional tenant-landlord relationships simply don’t work very well.

Signing a ten-year lease in a world being framed around exponential change measured in days rather than years is a quantum leap of faith most companies would rather not take.

Real estate has become a millstone around every fast-moving company’s neck.

For this reason coworking spaces have been quickly filling up with small corporate teams, telecommuters, and remote project groups, each of whom place a far greater emphasis on flexibility than cost and stability.

Colleges are being caught up in similar dynamics.

Since most colleges have large real estate holdings, they’ve also had to deal with rapidly escalating maintenance, janitorial, security, and facility overhead costs.

The inflexible cost of operations is running headlong into a world where shifting attitudes, lifestyles, and career goals are not only more common, they’re becoming the norm.

This means colleges in the future will not only have to deal with rapid ebbs and flows in student populations and staffing, but campus operations as well.

That’s why a host of hybrid coworking style experiments will begin to permeate campus life. Flexibility is key, and the rigid decision-making processes involved in most universities simply won’t work.

Final Thoughts

Colleges are in a scaling-down mode, many fighting to survive, while coworking is in a massive scaling up mode with big time investment money paving the way for rapid expansion.

In this rapidly escalating battle for talent, coworking is becoming cooler, trendier, less expensive, and far more fun than spending countless grueling hours in a classroom memorizing troves of terminology and squishy theories while watching the tuition meter in the front of the room click another notch higher with every word uttered from the professor’s mouth.

Will we see coworking universities in the future that offer college credits for doing freelance work? Yes, I believe this will happen very soon.

There are very few things in human existence that will remain untouched by today’s entrepreneurial teams scouring the world looking for new opportunities, and colleges have become a prime target.

By Futurist Thomas Frey

Author of “Communicating with the Future” – the book that changes everything

 
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Pubblicato da su agosto 7, 2016 in daVinci Institute by Thomas Frey

 

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Constructing Visions of “Perpetual Peace” by Noam Chomsky

CJ Polychroniou: Noam, the decline of democracy as a reflection of political apathy is evident in both the United States and in Europe, and the explanation provided in Who Rules the World? is that this phenomenon is linked to the fact that most people throughout Western societies are “convinced that a few big interests control policy.” This is obviously true, but wasn’t this always the case? I mean, people always knew that policymaking was in the hands of the elite, but this did not stop them in the past from seeking to influence political outcomes through the ballot box and other means. So, what specific factors might explain political apathy in our own age?

Noam Chomsky: “Resignation” may be a better term than “apathy,” and even that goes too far, I think.

Since the early 1980s,…

( … to read more)

Noam Chomsky /  ©2016

 
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Pubblicato da su agosto 7, 2016 in Suggestions for a wise international politicS

 

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SPAZIO E TEMPO: (PARTE TERZA) una catarsi continua, il mare le albe i tramonti

SPAZIO E TEMPO: (PARTE TERZA) una catarsi continua, il mare le albe i tramonti

(N.1 al mondo su 313.000 entries con la rubrIca “Suggestioni e percorsi poetici” come potete verificare qui – 20/6/16 – 12.13 cet)

(pubblicato nel contesto di “Art & Culture” N.1 su 60.700.000

come potete verificare clickando qui 14-5-16 CET 5.00)

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… (CLICKANDO QUI POTETE LEGGEE LA  2. PARTE …)

… Una volta raccontavo della mia passione per i tramonti e le albe sul mare e per la predilezione per il colore rosso: “sei romantico, il rosso colore della passione”. No, proprio no! Sgomberiamo il campo da fraintendimenti: nessuno stereotipo può stuzzicarmi il minimo interesse. Però amo il rosso e i tramonti e le albe sul mare, ma da un altro punto di vista…

Chi è nato in un posto di mare si porta dentro uno Spazio, differente, personale, più o meno ampio o ampliante, comunque uno Spazio proiettivo. Ho sempre avvertito il mare come il mio squarcio personale di infinito, quel luogo dove andare per le cose importanti della vita: una decisione, una scelta, una riflessione, un’ispirazione, per sbollentare la rabbia, per sognare e lasciare andare la fantasia:

E’ L’ALBA

è l’alba nulla su muove nessun rumore

è l’alba… di cosa?

Un nuovo giorno come metafora della vita che si rinnova, e come impulso verso nuove aspettative, possibilità, per ogni possibile eventualità: l’alba fa rinascere, rinnova lo spirito attraverso una catarsi quotidiana. Beh certo non è scontato, non è come il sole che sicuramente domattina si leverà; bisogna volerlo, bisogna sentirlo, bisogna riaprire gli occhi e vedere le sfumature tenui del cielo rosa e del mare celeste e brindare a quel disco rosso che lentamente sbuca dall’acqua o da dietro una collina. Anche questo discorso è una sfumatura, non è una preghiera o un’invocazione o un mantra psicologico: è semplicemente un atteggiamento, un modo di porsi nei confronti della vita e del mondo, di quanto e come si desideri rinnovare la vita e di quanto e come si voglia conoscere e vivere il mondo e le cose del mondo. Questo diventa possibile e si attua sradicando le staccionate della paura di cambiare e delle cose nuove, se ci si “accontenta” del giorno precedente e di quelli prima l’alba non rinnova nulla è un semplice monotono intercalare. Nelle parti precedenti ho parlato del Carpe Diem e del viaggio iniziatico di Dino Campana, ecco che arriviamo ad una sintesi: intendo la vita (l’arte la poesia) come un lungo ed affascinante viaggio iniziatico durante il quale essere pronti ogni istante a cogliere il Tempo. Iniziatico perché a priori ci sono delle “cose”, la nostra natura, le idee, le inclinazioni e quell’atteggiamento senza il quale il viaggio non inizia, senza il quale i possibili percorsi sono il vialetto di casa o dell’ufficio. Il mare aiuta ad aprire la visuale come un grandangolo che sposta un po’ più in là l’orizzonte, per me il mare è un portale che si apre sul viaggio, non tanto per l’acqua (classico veicolo di catarsi) ma proprio per lo Spazio, aperto dilatabile cangiante libero accessibile.

FRA ME E ME

A volte

inseguito dalla mia ombra

m’affretto per sinuosi carrugi

strette inerpicate scalinate

per giungere presto a un cantone

svoltare deciso e farle perdere le tracce

a volte invece

indugio per stradine di collina

o per lunghi viali sotto i lampioni

e mi giro a guardarla e mi beo

di tutte le mie contraddizioni

poi fischiettando m’allontano

sull’introversa strada della coerenza

e ogni foglia che rumorosa pesticcio

rinverdisce la linfa consunta

di aviti platani fuori stagione

a volte

accovacciato sopra un sasso

respiro il profumo del mare

e fissando la notte verso l’est

mi perdo nel buio senza confini

fin quando un timido chiarore

disegna preciso tutto l’intorno

che di celeste si comincia a riempire

offrendosi generoso da sfondo

all’arrembante nuova luce del giorno

che abbaglia annega e ricolora

il celeste d’azzurro i pini di verde

e ritorna l’ombra a uomini e cose

allora m’allontano temprato

d’aver partorito il nuovo giorno

e risoluto dirigo verso il mondo

seguendo d’appresso la mia ombra

incostante svogliata contraddittoria

flebile insostituibile compagna

L’ombra è anatomica, è parte di noi non ci abbandona mai e all’alba o al tramonto è lunga come altrimenti non la vedresti. Perché il tramonto è la nemesi dell’alba, catartico anch’esso, cambia la luce, la spegne e accende quella della notte. La differenza è soprattutto estetica, il tramonto ha tonalità forti, il rosa diventa tutte le sfumature del rosso e il celeste quelle del blu in un variegarsi continuo. Come il “viaggio” che si snoda nello Spazio e attraverso il Tempo, e conosce e riconosce luoghi, persone e pensieri. Ci sarà sempre un muretto sul mare per fare il punto su se stessi, perdersi ritrovarsi e rinnovarsi ammirando un’alba o un tramonto con il disco rosso che esce dal mare o si tuffa nel mare. Quella pallina rossa laggiù in fondo posso prenderla sul palmo della mano e farla diventare il prossimo giorno, la prossima poesia, la prossima musica, la prossima tranche del viaggio. Il rosso è il colore del sangue, la parte più intima di noi, che scorre sempre e dà ritmo alla vita; il sangue nelle vene non può fermarsi è impegnato in un perpetuo vorticoso e capillare viaggio lungo quanto la vita di ognuno. Il sangue rosso è la vita stessa, sa tutto di noi, conosce e riempie ogni anfratto del corpo, ogni goccia è noi stessi.

Ogni poesia è scritta con le gocce del proprio sangue, come ha “insegnato” a tutti noi la poesia di Walt Whitman che propongo nella mia traduzione

SPILLATE GOCCE

Spillate, gocce, e lasciate le mie vene azzurre !

gocce di me spillate, lente gocce,

uscite sincere da me, spillate, gocce di sangue,

attraverso le ferite inferte per liberarvi dalla vostra prigione,

dalla mia faccia, dalla fronte e dalle labbra,

dal mio petto, dall’intimo profondo dove rimanevo nascosto,

uscite gocce rosse, gocce di confessione,

macchiate ogni pagina, macchiate ogni mio canto,

ogni parola che dico, gocce di sangue,

ché conoscano il vostro colore rosso e ne luccichino,

riempitele di voi, che ne restino zuppe e unte,

bruciate su tutto quello che ho scritto e scriverò, gocce di sangue,

che tutto si riveli nella vostra luce, rossissime gocce.

L’espressione è fatica, è difficile, quanto più è personale e intima più è faticosa, l’arte è faticosa la poesia è faticosa, tanto, perché sono espressione personale e intima… e se non lo sono… non sono arte, sono pensierini, croste, strimpellate, cantilene…

ah dimenticavo, sarà anche fatica e gocce di sangue, ma è la sensazione più bella appagante estasiante irrinunciabile che esista… (provate a immagire il sesso alla centesima potenza)… è quello che sente scorrere nelle proprie vene un artista quando avverte di aver terminato un’opera

Renato Barletti  ©2016

Potete seguire Renato ogni domenica in “Suggestioni e percorsi poetici”

 
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Pubblicato da su agosto 7, 2016 in Suggestioni e percorsi poetici by Renato Barletti

 

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