Siamo il secondo paese piu´industrializato del continente ed a questo si aggiunge che i nostri distretti industriali,(i famosi Cluster), sono qualitativamente i secondi al mondo dopo quelli di Taiwan.E come ciliegina sulla torta constatiamo che tutto questo avvenga nonostante dieci o quindici anni di crescita (quasi) zero se non negativa.

Un miracolo ? Un´abberrazione storico-statistica? …

Nulla di tutto questo ma „solo e semplicemente“ il fatto che esista un bicchiere mezzo pieno che  continua a soppravvivere.

Soppravvive,vive … vivendo all´estero ovvero esportando.

Esportando in un mondo che e´divenuto sempre piu´difficile. Russia e Germania in testa ma chi ci segue  non ne e´sorpreso dato che, quasi in solitaria e sicuramente contro-corrente, lo si era previsto da tempo. Vengono in mente le parole del Presidente Obama quando,anni orsono,avverti´che non si poteva vivere solo di export.

Sagge parole derise da troppi soloni persi nell´illusione di un mercato composto da una classe media mondiale di due miliardi di persone consumanti sempre e comunque.E quindi la crisi nel paese X veniva compensata dal crescere del paese Y … .

Ora e´il momento di pensare anche alla domanda interna,ovvero ad un mercato interno che esiste perche´vi e´occupazione con salari che non rendano povere le persone sebbene lavorino.

Un problema,ad esempio, ben noto in Germania dove circa quattro milioni di persone risultano statisticamente non disoccupate lavorando per 20 ore/settimana-compresa la domenica od i festivi-e senza copertura pensionistica e mutualistica per 450€ al mese,(ovvero a 5.62€/ora).Sono i mitologici mini-job cosi´cari a tutti i sindacalisti ed a  tanti politici Italiani come la soluzione derivata dal modello Tedesco.Quattro milioni di persone che rendono sicuramente piu´competitivo il Made in Germany e che non sono solo occupate in „lavori umili“.

Avere un ottimismo basato sulla ragione per dare libero sfogo alla nostra intelligenza emozionale. Lo abbiamo scritto tante volte ed indubbiamente puo´sembrare un bello slogan da cioccolatino o da biscottino della fortuna ed invece non e´cosi´. E non lo e´perche´si basa sui fatti.

Fatti che parlano di un´Italia fatta da autodidatta della vita che guarda al futuro facendosi,da un lato, una ragione dei rischi e,dall´altro, confidando nell´ottimismo di chi vede che le occasioni sono qui ed ora!

E questi fatti sono esempi,realta´concrete come il mondo dei  POCHI Big Players a livello mondiale Italiani che investono in Italia. Loro si´mentre altri Italiani,(troppi), in 10 anni hanno incamerato non meno di 400 miliardi di utili per poi andare a piangere per avere finanziamenti per poter fare investimenti… .

I primi si sviluppano e divengono global players mentre i secondi de-industrializzano.I primi sono nel bicchiere mezzo pieno ed i secondi in quello mezzo vuoto ed il tutto si commenta da solo.Realta´che sono fatti che esprimono coi loro nomi la coerenza ai valori di un business etico quanto sostenibile e,quindi,ad una visione. Al credere in un „qualcosa“ che li ha resi vincenti nel mondo,e con loro il Made in Italy. Vincenti in una logica di ottimismo della ragione,(Maskin,Ceccarelli), che ha distrutto il pessimismo irrazionale.

Una visione? Esprimiamone alcuni concetti chiave illuminanti quanto esemplari:

-il credere che le risorse da scoprire siano le persone

-il credo nel crescere

-l´essere consci che il futuro sia nel presente e che si cambia oggi per il domani

-la convinzione che bisogna fare impresa anche se ti remano contro dato che il piu´grande problema energetico dell´Italia e´ … l´energia drenata dalla burocrazia

-la convinzione che la chiave sia un patrimonio umano  in cui generazioni ed esperienze diverse devono fondersi

-la coscienza che il mondo sia complesso e non complicato

-il sapere che  „piccolo“ se non strutturato in un sistema e´terribile

Ovvero una leadership di prontezza nel reagire operando come attori sociali ed economici responsabili agenti in un´ottica sostenibile.

Alcuni nomi … Util Industries, Impresa San Paolo, Esprinet,Dampe´Farmaceutici, Brembo, Carraro, Comer Industries, FCA, Solvay  Italia, Shell Italia, COOP, OPEN DOTCOM, De Agostini Editore, Telecom Italia, Kitegen.GF Gruppo, Banca Esperia, Carlo Tassore , Arcipelago SCEC, Slow Food Italia, Gruppo  Ceccarelli SpA, Ferrero,Merlo … e la lista puo´continuare .

Realta´che hanno creduto, credono e crederanno in questo paese basandosi sulla logica dell´ottimismo della ragione.

Ed e´ora che si vada oltre la cultura di parte, di troppe parti interessate ad auto-referenziarsi e non ad avere una cultura generale del bene comune.

Gli esempi ci sono ed a tutti i livelli,(economia, politica , cultura , burocrazia , sindacato,  societa´civile) , perche´non iniziamo a concentrarci su di loro ?

Il bicchiere mezzo pieno da cui ri-partire!

Paolo Dealberti©2016

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