Presso l’Università della California di San Diego è stato sviluppato un hydrogelutilizzando nano-spore capaci di agire sui tessuti, ad esempio quelli polmonari, colpiti da MRSA (methicillin-resistant Staphylococcus aureus), un batterio resistente agli antibiotici.

  1. Cos’è stato innovato grazie a Hydrogel?

La nuova metodologia terapeutica è possibile grazie alla creazione di un hydrogelche utilizza la nanotecnologia nella forma di microspore. È in grado sia di contrastare i batteri resistenti agli antibotici sia di irrorare i tessuti con acqua in modo da accellerarne la guarigione.
I test condotti sugli animali hanno dimostrato un’efficacia sull’80% dei casi dopo appena due giorni di trattamento.

  1. Perché è promettente e perché sta avendo successo?

Questo hydrogel, non contenendo antibiotici, rappresenta una soluzione terapeutica che non sarà mai affetta del problema della resistenza sviluppata agli stessi da parte dei batteri. La resistenza è, infatti, un problema sempre più sentito a causa della sua diffusione. Pertanto è benvenuta ogni innovazione che consenta sia di superare questo ostacolo terapeutico sia di farlo con la prospettiva di poter perdurare nel tempo.
Il problema è, infatti, che se si riesce a sviluppare una nuova famiglia di antibiotici, col tempo, la sua efficacia si ridurrebbe a causa della comparsa di batteri resistenti.

Problema che, come detto,non sussiste con questo hydrogel  perchè non contiene antibiotici ma nano-particelle che agiscono disgregando la struttura protettiva del batterio, indebolendolo fino alla sua morte.

  1. L’evoluzione:

Questa scoperta è, al pari di quelle sviluppate presso l’Università di Berna, tra le più promettenti e contribuisce ad aprire nuove metodologie terapeutiche. Metodologie che saranno disponibili non appena l’hydrogel, a seguito delle certificazioni sanitarie USA, sarà reso commerciabile da un’importante azienda farmacautica partner delle ricerche.

 

Parola Chiave: altra innovazione