Negli USA, la Nation Academy of Science (NAS) ha sviluppato una rivoluzionaria micro-batteria 3D che può essere inserita in un chip risolvendo moltissimi dei problemi di durata dei nostri apparecchi elettronici.

Fino ad ora è stato un problema la miniaturizzazione delle batterie fino ad essere così piccole da potersi inserire in un micro-chip. La NAS lo ha risolto creando una microbatteria 3D al litio di iodio inseribile in un chip.

  1. Cos’è stato innovato?

Quotidianamente aumenta il numero di apparecchi, sempre più piccoli (mini and micro devices, MMD), che sono indispensabili alla nostra vita. Sensori nelle nostre automobili come pure negli impianti industriali piuttosto che domestici, sistemi di comunicazione wireless, apparecchiature mediche di monitoraggio portatili/ impiantabili, macchinari micro-elettronici sono parte, e lo saranno sempre di più, della nostra vita professionale e privata.

  1. Perché è promettente e perché sta avendo successo?

Tutte queste apparecchiature hanno in comune il fatto che saranno sempre più miniaturizzate e sempre più bisognose di energia per lungo tempo. Pertanto, poter disporre di una fonte energetica in grado di non ostacolarne la miniaturizzazione a causa della dimensione batteria (da intendersi in questo caso come un limite fisico invalicabile alla miniaturizzazione dell´apparecchio), è un elemento fondamentale per lo sviluppo di apparecchi sempre più performanti.

3. L’evoluzione:
Le soluzioni fino ad oggi offerte dalle batterie ultra-piatte non erano soddisfacenti in quanto sia il potere energetico sia la durata erano insufficenti. Ma, grazie a quanto creato dalla NAS, abbiamo una soluzione innovativa che si basa su un elettrodo tri-dimensionale in grado di garantire sia il potere energetico sia la durata necessaria, aprendo nuove possibilità per la costruzione di apparecchiature sempre più performanti e miniaturizzate.

 

Parola Chiave: innovazione applicativa