La tecnologia è parte integrante di un ecosistema storico in un dato tempo e luogo.
Ma,e non tanto per assurdo, non deve essere per forza sempre al massimo delle sue possibilità teoriche di sviluppo.
Andiamo con ordine.
Fino all’ inizio degli anni ’80 i pesticidi erano ritenuti un elemento chiave per consentire la produzione alimentare necessaria per sfamare il mondo. Eravamo pazzi?
No ma solo e semplicemente si viveva nel mondo “Post-Maltussiano” del Club di Roma dove la prima priorità in termini di sostenibilità era coltivare ed allevare per sfamare.
Oggi,dopo una generazione della tanto vituperata nuova fase della Globalizzazione nata il 7/6/1944,che ha tolto dalla povertà e dalla fame circa 2 miliardi di persone le cose si vedono in un altro modo.
Accade quindi che altrettanto logicamente la sostenibilità abbia altre dimensione e che,quindi,i pesticidi siano un veleno da evitarsi.
Il problema diviene,giustamente,la preservazione della diversità biologica ma anche qui è bene essere prudenti.
Da decenni abbiamo un laboratorio vivente di centinaia di milioni di persone che mangiano OGM e…vivono. Si tratta dei consumatori Americani a conferma di uno studio di 25 anni su 200 milioni di capi di bestiame che dimostra che se l’ OGM entra nella catena alimentare non vi sono problemi.
Abbiamo per anni propugnato i bio-fuel salvo poi ritrovarci con i prezzi del mangiare che esplodevano perché per gli agricoltori era più conveniente coltivare per le bio-masse piuttosto che per alimentare persone ed animali.
Un esempio da tenere a mente se pensiamo al primo grattacielo in legno che sarà costruito a Stoccolma nel 2023.
Ripensando alla “guerra” per la terra tra le coltivazioni per il bio-fuel e quelle per alimentare ricordando la crisi che generò nel XIX il fatto che una nave richiedeva 2.000 alberi,(ovvero non meno di 20 ettari di terreno per coltivarli), ..ed allora le domande che vengono spontanee sono:
a) quanti alberi servono per un grattacielo?
b) e quindi quanto terreno deve essere tolto alla coltivazione alimentare ed all’ allevamento?
c) e poi che tipo di alberi? Ovvero dove si possono coltivare e quindi quanto Co2 sarà generata per trasportarli al cantiere eco-compatibile?
Ma qui ci viene in aiuto una scoperta dell’ Università della California che ha trovato un laser che può essere usato come un filtro per abbattere al 100% le emissioni di anidride carbonica.
Ed allora,forse,ha senso ripensare al vecchio cemento nella forma dell’ innovazione tecnologica di un cemento Italiano prodotto da Italcementi che è in grado di assorbire l’ inquinamento. Esempi in Italia ne sono una cattedrale costruita da Meyer a Roma ed il Padiglione Italia all’ EXPO.
Creiamo robot che ci aiutano a gestire l’ invecchiamento come pure i nostri bambini pensando che le “generazioni 2.0” più che un ausilio debbano essere considerate come degli schiavi meccanici.
Sembra di vivere tesi,antitesi che non generano sintesi o che quando le generano non sono come ce le aspettavamo.
Ovvero?
UN caos apparente quanto deleterio.
400 tra le migliori menti scientifiche al mondo hanno firmato un manifesto per sensibilizzare contro i rischi dell´Intelligenza Artificiale non regolamentata.
Un momento di riflessione collettiva che si innesta e scontra con un’ atteggiamento che perdura da una generazione.
Un’ atteggiamento perverso tutti-partisan dove alla mancanza di contenuti nelle proposte si sopperice facendo ricorso alla paura.
Dimmi di cosa hai paura e ti dirò chi sei.
Dalla crisi finanziaria del 1998 ad oggi in media ogni 24 settimane il mondo è cambiato in modo irreversibile …peggiorando ovviamente.
Peccato però che in quegli stessi anni la tanto vituperata fase contemporanea della globalizzazione,(un trend di secoli),abbia tirato fuori dalla povertà almeno due miliardi di persone.
La dimensione positiva della globalizzazione e noni fautori della Teologia della Paura.
Il Brasile ha tolto dalla povertà circa 25 milioni di persone NON perchè ha seguito i fumosi dettami di qualche “no-global” con orologio svizzero e casa in centro ma perché è divenuto uno dei BRICS nel contesto della dimensione positiva della globalizzazione… e divenendo uno dei BRICS ha trovato poi le risorse per attuare i fantastici programmi di welfare cha ha attuato!
Ed e’ questo i punto chiave.
Ancora e sempre la tecnologia in sé e per sé non è né un male assoluto e tantomeno un bene assoluto.
Solo i fanatici pro/contro tecnologica possono pensarlo ed è un errore.
Ogni tecnologia risolve dei problemi e nel farlo contiene in sé il potenziale per generarne altri che magari ci sfuggono al momento.
Per esemplificare il concetto pensiamo al fatto che solo dopo la prima imbarcazione ci si rese conto che poteva esistere una cosa nota come l’ affondamento.
O solo dopo il primo treno che potesse esistere una cosa nota come il deragliamento.
Quindi?
SI ALL’ USO E NO ALL’ ABUSO DELLA TECNOLOGIA!!
Un qualcosa che sembra così banale e semplice ma che in realtà è maledettamente complesso da attuarsi.
Come attuarlo?
Considerando che la vera sostenibilità si ottiene solo e soltanto se si rispettano sinergicamente le 4 sostenibilità che compongono l’ essere armonico e dinamico della nostra vita
Ovvero se:
– si rispetta l’ Ecosistema SPIRITUALE delle Persone laico,ateo o credente che sia
– si rispetta l’ Ecosistema CORPORALE delle Persone ovvero la loro salute fisica dal luogo di lavoro all’ alimentazione
-si rispetta l’ Ecosistema AMBIENTALE iniziando con il NON utilizzare la tecnologia come un tampone per rattoppare i disastri ambientali che creiamo. Ad esempio è fanaticamente deleterio dire che se un lago è inquinato si risolve pensando di creare dei pesci geneticamente modificati che possiamo allevare per uso alimentare in acque inquinate. Come pure lo è dire a fronte della desertificazione indotta dal nostro abuso dell’ ambiente dire che basta modificare geneticamente le piante affinché necessitino di meno acqua per coltivarle nelle aree desertificate…
-si rispetta l’ Ecosistema SOCIALE garantendo le Persone indipendentemente dal loro sesso, dalla loro tendenza sessuale, colore, età in un mondo da rottamazione, religione …

PROSUMERZEN DIAGRAMMA Nel PRATICO questo si ottiene un con atteggiamento quotidiano di tipo PROSUMEZEN.

Ovvero?
Prosumerzen è una parola che ho inventato unendone 3 per darne ben oltre il concetto dominante di Prosumer includendo ed arricchendo inserendo quello di Citizen,Cittadino.
Tutti conosciamo il concetto dominante e dilagante dagli anni ’80 del Prosumer.
Ovvero del nostro essere al contempo PROducer, (produttori),e consUMER,(consumatori),di un bene quando lo ordiniamo.
Vuoi che sia quando configuriamo gli interni delle nostre auto con gli optional piuttosto che personalizzando l’ arredo…
Il limite INTRINSECO della filosofia Prosumer e’ che NON considera gli Ecosistemi Sociale ed Ambientale.
Se produrre da consumatori come Prosumer,ovvero configurando il prodotto finale indubbiamente soddisfa gli Ecosistemi Spirituale,(dandoci delle sensazioni piacevoli dato che creiamo un contesto che ci appaga),e Corporale,(nessuno di noi vuole un qualcosa che ci faccia male fisicamente), non genera una vera sostenibilità dato che non considera sinergicamente ed allo stesso tempo tutti e 4 gli Ecosistemi chiave.
Se invece siamo dei Prosumerzen:

PROducer+conSUMER+citiZEN

Se lo siamo attuiamo una vera e propria rivoluzione in quando agendo come CITIZEN oltreché come Produttori/Consumatori innestiamo così nel processo di produzione e nella filosofia di consumo il rispetto sinergico e dinamico degli altri 2 Ecosistemi,( quello Ambientale e quello Sociale).
Ovvero diveniamo Cittadini,produttori e consumatori … responsabili e sostenibili.

Ovvero essere in grado di… vivere un lifestyle caretterizzato da un lusso sostenible in quanto etico.

Kolto Ignorance

(è consentita la riproduzione integrale non a fini commerciali a patto di menzionalre l’ autore e la fonte con un hyperlink attivo)