Un team della  Tel Aviv University,(TAU), guidato dal Professor David Mendlovic ha innovato la tecnologia dei sensori usati nella rilevazione spettrometrica satellitare rendendola utilizzabile con un normale smartphone.
Si è trattato di una duplice innovazione sia sul piano del software che dell’ hardware.
Relativamente all’ hardware il fattore chiave risiede nella componente ottica micromeccanica,(microelectromechanical optical components /MEMS),che è stata rivoluzionata sia nella composizione che nelle prestazioni.
La MEMS creata dalla TAU è una sorta di micro-filtro che consente alla fotocamera standard di un normale smartphone di eseguire una ripresa di tipo iper-spettrometrico, (hyperspectral), ed in questo modo viene memorizzato con una accuratezza mai vista l’ intero spettro luminoso presente nei pixel .A questo punto intervengono le innovazioni di tipo software che analizzano la immagine ripresa consentendo di conoscere l’ esatta composizione chimica di quanto si sia fotografato.
Il fattore chiave di questa innovativa tecnologia non risiede solo nelle prestazioni del sensore,al momento ineguagliate,ma anche nel fatto che possa essere installata su qualsiasi hardware,(ad esempio su un drone),come pure che sia replicabile in scala industriale con costo enormemente ridotto rispetto ai sensori attuali.

Il fatto che si possa disporre di una tecnologia in grado di produrre un sensore che consente una lettura spettrometrica di livello satellitare utilizzabile con diversi apparecchi di uso comune,(dallo smartphone al drone),e producibile in massa ad un costo contenuto è una rivoluzione in un mondo che richiede sempre più analisi in tempo reale.
Immaginiamo qui alcuni esempi di applicazioni che rivoluzionano il nostro modo di operare e migliorano la nostra qualità di vita.

Sul lato della salute e della alimentazione.
Il potere analizzare un prodotto che stiamo per bere o mangiare avendo la certezza matematica di sapere cosa contenga ci aiuta se abbiamo delle allergie alimentari.
Ma ci aiuta anche se stiamo comprando un cosmetico per sapere se contiene un componente a cui siamo allergici.
Come pure per sapere se il giocattolo che stiamo per comprare per i nostri figli contenga del colorante che è cancerogeno.
Allo stesso modo ci aiuta a definire il contenuto calorico e proteico di un prodotto se siamo diabetici con un beneficio impagabile nei termini di un migliore dosaggio insulinico prima di ogni pasto.
Un sensore di questo tipo inoltre può meglio analizzare in tempo reale la presenza di alcuni parametri chiave nel nostro organismo,nel nostro sangue. Parametri chiave per indicare una situazione anomala come pure per definire una posologia.
Nel pratico pensiamo ad un soggetto con un rischio ischemico con impiantato un sensore di questo tipo che informi in tempo reale se la densità del sangue possa arrecare una ischemia.
Oppure a come questa tecnologia innovativa risolvi l’ annoso ,e fino ad oggi irrisolto, problema relativo alla rilevazione in tempo reale del livello di glucosio nel sangue al fine di creare la prima generazione di micro-infusori di insulina intelligenti. Intelligenti nel senso di poter discernere autonomamente se aumentare/ ridurre / sospendere l’ erogazione di insulina grazie ad una rilevazione in tempo reale del livello glicemico nel sangue. In una frase: il rendere questi microinfusori simili al pancreas.

Ma vi sono anche altri ambiti applicativi.

Pensiamo ad un drone che sorvoli un vitigno al fine di rilevare delle variazioni chimiche segnalanti il tasso di zucchero piuttosto che di tanino nell’ uva. Ovvero indicando quando sia il momento esatto per raccogliere quest’ uva.
Ed ovviamente questo si estende alla maturazione di qualsiasi prodotto agricolo.
Immaginiamo come questa generazione di sensori possa migliorare il controllo di qualità mentre si produce qualsiasi tipo di prodotto dato che ogni prodotto ha una composizione chimica. Ovvero un indice di parametri ottimale per essere /non essere utilizzato in produzione.

Un altro contesto è quello della sicurezza intesa a più livelli.

Immaginiamo di essere un ispettore doganale e grazie a questo sensore installato nel nostro smartphone possiamo capire da un campione casuale se il prodotto in questione contenga, ad esempio,delle sostanze cancerogene. E quindi impedirne l’ ‘ ingesso. Ed il tutto in tempo reale senza attendere il risultato di una analisi in laboratorio e senza danneggiare una unità di prodotto nella analisi.
Attualmente se si è in presenza di una epidemia negli aereoporti e nelle stazioni ci si limita ad un controllo a distanza con un termometro ad infrarossi. Ma una persona può essere infetta anche se non ha ancora sviluppato la temperatura corporea tipica di uno stato avanzato. Con questa generazione di sensori possiamo rilevare con un sorriso se una persona e’ infetta pur non avendo alterazioni della temperatura. Come con un sorriso? Sorridendo si consente di riprendere anche la saliva presente sui denti e quindi si ha una immagine grazie alla quale il sensore può rilevare se nella saliva della persona vi siano alterazioni chimiche segnalanti l’ infezione.
Ed ovviamente questo tipo di analisi può essere estesa ad ogni persona sconosciuta prima di un rapporto sessuale al fine di verificare la presenza di malattie sessualmente trasmissibili.
Ma anche per controllare che in una bevanda offerta da uno sconosciuto non vi sia una droga che renda indifesi di fronte ad una aggressione di tipo,ad esempio, sessuale.
Oppure si pensi di poter usare un robot od un drone per analizzare se un’ area contenga composti nocivi.
O se una valigia contenga esplosivi piuttosto che stupefacenti. Ma anche se il liquido imbarcato in una innocua boccetta di profumo od in un flacone per lo shampoo in un contenitore trasparente non sia in realtà il composto binario di un esplosivo o di una bomba chimica. Ovvero un componente che se preso singolarmente è innocuo ma che se viene miscelato diviene letale,(si pensi,ad esempio,ai componenti della nitroglicerina piuttosto che a quelli standard di una qualsiasi bomba chimica quando è stoccata). O se il liquido contenga del material batteriologico per una dirty bomb.
Come possiamo vedere le applicazioni sono infinite ed in diversi settori che migliorano in maniera sostanziale la nostra qualità di vita.

A questo punto una semplice domanda  rivolta a tutti noi ma prima immaginiamo,per un motivo o per un altro,di vivere almeno una delle situazioni descritte come esempio di applicazione di questa tecnologia.

Ovvero?

Di essere un diabetico la cui vita cambia radicalmente con un micro-infusore insulinico con questo sensore.

Di essere una donna che in una festa non sa se bere quanto offertole da uno sconosciuto perche’ puo’ contenere una droga che la inebetisca per uno stupro.

O che i nostri figli non sappiano che una patatina ,una sigaretta offerta in una discoteca contenga una droga.

O che abbiamo un rischio ischemico e questo sensore può salvarci dagli effetti devastanti di un ictus.

O che si sia in un volo in cui,per sfortunata coincidenza, dei terroristi passano il controllo che non risconosce nel loro shampoo e nel loro dentifricio dei componenti binari di una bomba che poi ci uccide.

O che compriamo un giocattolo con un colorante cancerogeno.

O che le nostre coltivazioni biologiche possano essere meglio gestite cosentendoci di prosperare col nostro lavoro.

O che … o che …. o che… come abbiamo visto la lista delle situazioni è lunghissima.

Bene,a questo punto immaginiamo di vivere una di queste situazioni che, in un contesto od in un altro, sono la quotidianità per tutti noi e di NON potere difenderci o vivere più in salute perchè questa tecnologia ha un solo “torto” per qualcuno.

Quale “torto” ?

L’ essere Made in Israel e quindi da boicottarsi… allora la domanda è: non è forse idiota  questo boycott  visto tutti i benefici che  perdiamo?

Alla luce di questi innegabili benefici è “un torto” essere Made in Israel?

L’ diozia del tutto si commenta da sola,no?

Paolo Dealberti ©2016

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