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Questo ci porta direttamente al cuore della rete, allo scontro tra titani che -da anni e per i prossimi anni- ne domina gli sviluppi. Uno scontro che si innesta nel piu´grande scontro tra i circa 200 State Actors, (di cui solo una ventina a piena sovranita´), ed i leaders delle 29 tipologie di Not State Actors e che si dipana nei 45 insiemi geopolitici,(incluso Internet),del pianeta all´interno delle 296 citta´dominanti.(di cui alcune in Internet).

Nell´articolo precedente abbiamo visto come,dopo 50 anni, Internet non sia ne´cosi´nuovo e tantomeno neanche cosi´innovativo.

In questo modo si e´constatato che piu´di innovazione,(ovvero di 1.0…),si tratti ormai quasi esclusivamente di evoluzione,(1.2…2.0…3.5…).

Una differenza non da poco sia in termini qualitativi che quantitativi.

In termini qualitativi significa che la spinta innovativa sta perdendo slancio e questo e´fisiologico.

 In termini quantitivi significa che la massa di realta´consolidate di realta´operanti  siano la garanzia del successo come pure della replicabilita´ con delle barriere di accesso sempre piu´ridotte.

Prima di continuare per parlare del modello di economia incentratata su una visione sostenibile dell´uomo che e´in crescita piu´che esponenziale da almeno un decennio e´bene soffermarci su una ulteriore parentesi  storica che ci conferma che Internet,oramai, dimostra gli anni che ha dicendoci , al contempo, che non e´nulla di nuovo.

Nulla di nuovo dato che abbiamo un esempio storico: la ferrovia.

Andiamo con ordine. A partire dal medioevo abbiamo avuto 3 Rivoluzioni Industriali.

La prima e´nel Medioevo ed e´definita abbastanza impropriamente come una la „Rivoluzione Industriale Leggera“.

L´elemento motore di tale rivoluzione fu la possibilita´di usare acqua e vento per produrre energia mediante l´uso dei mulini.

Tutto inizio´nel X con i mulini ad acqua che posero l´energia idraulica al centro di una serie di innovazioni tecnologiche come pure della vita economica e sociale.

Come avvenne poi nel XVIII col vapore e nel XX con Internet.

Il mulino ad acqua sviluppava gia´nel X un ´energia equivalente a quella di 3 cavalli di potenza  sostituendo il lavoro di 20 persone . Alcune cifre per dare una idea del tutto a comferma che fu una vera rivoluzione:  alla fine dell´ XI Inghilterra vi erano circa 5.600 mulini ad acqua ed in Francia circa 20.000,( in media 1 ogni 250 persone).

Il mulino a vento comparve nel 1185 nello Yorkshire.

Un dato conferma sia l´importanza che la diffusione di questa 1. Rivoluzione Industriale: alla fine del XVIII, (ovvero quando comparve la macchina a vapore), in Europa vi erano piu´di 500.000 mulini ad acqua generanti una forza motrice equivalente a quella di 2.250.000 cavalli o 15.000.000 di uomini.

E nello stesso periodo un mulino a vento in media generava 30 cavalli di potenza.

Come si e´detto erroneamente non si definisce questa rivoluzione tecnologica  iniziata tra il X e XII secolo come  „rivoluzione industriale“ perche´si e´ erroneamente fossilizzati sull´equazione „tempo-spazio“.

Ovvero?

Una tecnologia che consente di percorrere lo spazio in meno tempo ,(ad esempio il vapore od internet),genera una Rivoluzione.

Peccato pero´che questo sia avvenuto in termini qualitativi anche nel periodo X-XII. Sfugge,infatti alla gran parte degli studiosi,(tranne rare eccezioni come Braudel od  Attali),che in quel periodo il numero delle Fiere aumento´ in maniera piu´che esponenziale in tutta Europa. Ebbe il suo fulcro nelle Fiandre al punto che sia Braudel che Attali fanno giustamente iniziare la fase moderna della Globalizzazione nel XII.

A questa rivoluzione segui´poi quella generata in un lungo periodo a partire dal XV coi perfezionamenti navali iniziati con le caravelle per seguire con quelli generati dall´uso delle fortificazioni alla trace Italienne per rispondere all´uso dell´artiglieria come pure il miglioramento della misurazione del tempo. Questa si´ una rivoluzione  „leggera“ che porto´a quella della macchina a vapore del XVIII.

La rivoluzione che  e´ comunemente definita come „Industriale“.

Poi ,col tempo, vennero la nonna e la mamma di Internet: ovvero il telegrafo, il cablogramma ed il telefono.

Gia´ a meta´del XIX la Regina Vittoria,(e non solo lei),comunicava col mondo in tempo reale col telegrafo.

Gia´dalla meta´del XIX le borse di tutto il mondo comunicavano via cablogramma.

E per chi crede che l´informazione in tempo reale sia nata con la CNN o con Internet abbiamo in serbo la delusione del leggendario International Herald Tribune. Basato in Parigi nel 1887 dal Washington Post e dal New York Times  veniva stampato in contemporanea in 38 citta´al mondo.

La stessa edizione era inviata per telegrafo o cablogramma in contemporanea a 38 citta´diclocate in tutto il mondo e , dopo essere stata stampata,veniva distribuita in tempo reale creando il primo quotidiano del pianeta nel 1887.

1887… . Ovvero circa un secolo prima di Internet… . E poi venne Internet, 50 anni orsono.

Quanto detto fino ad ora ci consente di capire come sia proponibile il paragone Internet /ferrovie.

Ma non solo dato che e´possibile quindi il ben piu´importante paragone tra le aziende che dominarono la creazione del web ferroviario intorno al pianeta con quelle che creano il web internettiano.

 

Ve ne ricordate uno di questi giganti ell´industria ferroviaria?

Quanti di quei titani del capitalismo sono sopravissuti?

A parte il ricordo sui testi di storia od in magiche epopee  cinematografiche alla Sergio Leone, (C´era una volta il West“),cosa ne e´restato?

Una realta´economica che  o e´statale o che da privata vive di sussidi piu´o meno indiretti come le tariffe energetiche particolari o l´affitto del rotabile scontato.

Ma se si era nel XVIII o XIX secolo investire in queste aziende era la cosa piu´sicura al mondo ed i loro proprietari erano i multimiliardari dell´epoca … poi la storia li ha cancellati.

Lo stesso destino ,e questo di porta  al senso dell´articolo di oggi, potrebbe essere riservato ai giganti di oggi come Google o Yahoo.

Potrebbe … ed infatti non sara´cosi´.

E non lo sara´perche´, diversamente dalle compagnie ferroviarie, hanno saputo capire in tempo cosa fare per  aggiungere valore aggiunto,(e quindi sopravvivere),alla loro offerta invece che „avvitarsi“ nell´essere solo e semplicemente  il fornitore del „binario“ finendo con lo sparire.

Quindi non fornire solo il „binario ed il locomotore“  ma anche una parte sempre piu´crescente del contenuto.

Ed in questo i „titani“ di Internet si diferenziano da quelli dell´epopea della ferrovie.

In cosa ?

Nel capire che  per sopravvivere al mutare delle condizioni nel tempo dovevano attuare una mutazione genetica.

Oovvero il riconoscere la semplice verita´che ci dice che la piu´grande tradizione sia che  -prima o poi – tutto cambi.

Una mutazione genetica che li trasformasse da semplici infrastructure provider a basso valore aggiunto in content provider ad elevato valore aggiunto.

Questo ci porta direttamente al cuore della rete, allo scontro tra titani che -da anni e per i  prossimi anni- ne domina gli sviluppi.

Uno scontro che si innesta nel piu´grande scontro tra i circa 200 State Actors,( di cui solo una ventina a piena sovranita´),ed i leaders delle 29 familglie di Not State Actors e che si dipana nei 45 insiemi geopolitici, (incluso Internet), del pianeta all´interno della 296 citta´dominanti,(di cui alcune in Internet).

Un scontro che coinvolge da un lato gli infrastructure providers,(ad esempio Facebook, Google,Word Press, Bing…),e dall´altro i content providers,(ad esempio CNN, France 24 International, Sony, EA …).

Gli infrastructure providers ,(IP), sono quelli che  forniscono l´infrastruttura,ovvero il binaro ed i treni vuoti.

I content providers ,(CP),sono quelli che forniscono il contenuto della Rete.

Almeno una volta era cosi´dato che ,da anni , i IP stanno sconfinando ed invadendo gli spazi dei CP e lo fanno per l´evoluzione genetica di cui si era parlato prima. Sono,infatti,consci che se non offrono il valore aggiunto del „content“,(il contenuto), finiranno come chi ha  costruito il web delle ferrovie.

Pertanto divengono a loro volta realta´che oltre al „binario ed al treno“ offrono anche quello che si trasporta sul treno: il contenuto dei webs.

Da qui gli scontri durissimi sul limite al copyright.

I CP vogliono limiti molto stringenti per impedire agli IP di avere il contenuto editoriale che a loro serve per trasformarsi.

Infatt gli IP hanno bisogno della maggiore liberta´ possibile sul copyright per consentire agli Users,(ovvero a noi),di pubblicare e dare quindi una ragione per visitarli.

E con il traffico generare le occasioni di business,(dalla pubblicita´alle Apps),che fanno la ricchezza delle Societa´operanti nel web.

Lo fanno da almeno 10 anni focalizzandosi sull´economia di tipo Peers-2-Peers,(P2P),che e´una delle dominanti nella Rete a fianco ed in antagonismo sia con altre forme di economia esistenti da non meno tempo che con quella capitalistica.

Una economia basata sull´uomo come  coagulante e generatore di ogni web,network,rete che generi ricchezza e progresso.

E questo sara´il tema della 3. ed ultima parte di questo articolo la settimana prossima.

…(la settimana prossima  al 3. ed ultima parte)

Esetlam Otroc