Nei disegni di Simona Bramati emerge la commistione fantastica fra la forma umana e quella vegetale. Simbolicamente, l’artista ci chiederà di tornare alla dimensione appena primordiale della vita? I disegni mostrano che la forma vegetale in prevalenza si percepisce come accogliente. Le chiome immediatamente s’apriranno verso la più riposante dimensione dell’infinito. In basso, avviene che le radici perdano il loro attaccamento alla terra. Sospese nel vuoto, esse potrebbero quasi fluttuare. Gli ultimi residui della terra alla fine saranno “pompati”, mentre soffierà il vento, in alta quota. C’è un disegno in cui le radici si confondono virtualmente fra i capelli, sciolti, di tre donne. Sempre la pettinatura si può percepire come ondeggiante. Un altro disegno ci mostra che le radici si sostituiscono al costato di più uomini. Sembra che loro possano tornare a respirare, contro la secchezza solo nichilistica del teschio. Ove fluttuassero nel vento, le radici ricostruirebbero un “polmone rivitalizzante”, dentro il costato.

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PAOLO MENEGHETTI / Kritikaonline  ©2016

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