Intelligenza Artificiale… non ci rendiamo conto di quanto questa definizione sia contradditoria in sè.

Come un altra che usiamo con altrettanta leggerezza:Realtà Virtuale.

Per finire col fatto che non sappiamo che significhi Internet e non ci rendiamo conto che non abbiamo un simbolo per definirlo.

Andiamo con ordine per capire come stiamo perdendoci definendo il mondo come complicato mentre invece è semplicemente complesso.

Realtà Virtuale… è una contraddizione in termini che non solo non dice nulla ma ci rende tutto assurdamente complicato quando non lo è essendo complesso.

Una contraddizione dato che una cosa reale non è virtuale e questa definizione non dice nulla. Ed è a causa di questo dato che  quello che  si pensa debba  essere descritto come virtuale descrivere in realtà si descrive come Realtà DIGITALE .

Nel senso che in quanto digitale esiste e quindi e’ “realmente” reale.

La realtà digitale è quella che noi chiamiamo virtuale e non è una distinzione formale, accademica.

Non lo è dato che viviamo in un mondo digitale da almeno un decennio ed è sempre più parte di noi quella che noi definiamo come login-life.

Dal convalidare il biglietto con uno smartphone al vedere un film od un concerto ma anche, a breve, ad usare FaceBook in maniera tri-dimensionale,con una device applicabile ad uno smartphone  … beh,questa è la parte della nostra quotidianità che  si dipana nella login-life.

Digitale e non virtuale.

Il digitale è parte della nostra realtà che,oramai senza linea di continuità,si svolge tra una realtà fisica ed una digitale.

Un DUAL appunto composto dalla fusione dinamica,sinergica e senza confini di queste due dimensioni della realtà: la realta’ FISICA e la realtà DIGITALE .

In questo contesto ha senso parlare di realtà virtuale solo se ci si riferisce ad un qualcosa di non ancora realizzabile digitalmente o fisicamente.

Un paio di incisi aiutano a farci meglio una idea. Per il MediaLab dell’ MIT le basi filosofiche della realtà virtuale siano nel mito della caverna di Platone.

In Italia la prima volta in cui si parlò di realtà virtuale fu più di 25 anni fa quando in una porno fiera a Bologna  un’ azienda Australiana mise in vendita un casco con sensori per fare cyber-sex. Prima era un argomento che non interessava a nessuno dei non addetti ai lavori in Italia sebbene la realtà virtuale fosse nata negli anni ’50 da una idea di Heilig che poi nel 1962 con Sensorama creò la prima device di realta’ virtuale..

Uniamo e “scecheriamo” le due cose e capiamo il senso del fraintendimento,in Italia.

Login-life? Quindi Internet delle Cose.

In un Internet  nè così nuovo e nè così delle cose  e si rimanda a quanto si dice altrove in Appeal Power.

Qui parliamo di altro per capire quanto Internet sia parte della nostra vita al punto che:

1- non sappiamo cosa significhi…ovvero:

oppure

Sicuramente un mix dinamico di entrambi i significati. Ma non solo questo dato che scopriamo che Internet NON ha un simbolo.

Non esiste…esiste quello della posta elettronica ma non quello di Internet.

Eppure è così nella nostra quotidianità che non solo non ce ne accorgiamo ma,e per la prima volta nella nostra vita, non sentiamo il bisogno di un simbolo.

Forse solo Dio ha una presenza percepita così forte ma di qualsiasi Dio si creda abbiamo il bisogno di una rappresentazione ed esiste,(in forma calligrafica o grafica ma esiste), ovvero di un simbolo.

Di Internet  non sentiamo il bisogno di una rappresentazione simbolica ma di Dio si. Infatti nasocno nuove religioni e culti e fin da subito hanno una rappresentazioen del loro Dio ma di Internet…no. Fa pensare,no?

Eh si…ed il capire il senso di quest complesitaà poi aiuta ad avere queste visite senza spendere un soldino in SEO o SEM.

Da qui… Intelligenza Artificiale… in fin dei conti dovremmo essere preprati al concetto di Corpo Artificiale ma non lo siamo poi tanto.

Cosa e’ lì intelligenza?

E quando e’ artificiale?

Dipende forse solo dal fatto che l’ apprendimento cognitivo  sia fatto da una altra sostanza fisica?  Ovvero il silicio di un chip piuttosto che la materia celebrale di  un cervello?

Limitativo no? Eh si se si pensa che  due mesi fa è stato collaudato con successo un apparecchio che consente di trasferie dati nel cervello come se si scaricassero da una memoria esterna in un hard disk. Dati che poi si trasformano in immediato apprendimento utilizzabili dalla persona. Ovvero che un cervello umano,conquesta device,apprende come uno eletteronico.

Ecco un buon spunto per iniziare a riflettere: Smart Machines…and What They Can Still Learn from People

ah…prima di clickare lasciamo sullo sfondo un ultimo input da tenere a mente … in merito alla intelligenza artificiale la vera last frontier,(ultima frontiera), parla di Intelligenza Artificiale Emozionale…ne parleremo un’ altra volta

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