In realtà sono una tabella ed un grafico, per completezza (sebbene, anzi a maggior ragione, riferendosi ad una tabella datata febbraio 2011, prima del crollo della produzione libica post-deposizione del Rais). Dunque, come ben si capisce ENI in nordafrica è estremamente “potente”. Forse addirittura troppo, anzi certamente è troppo importante ed influente. In un contesto in cui il competitor petrolifero francese è in forte crisi prospettica a causa di riserve relativamente ridotte, di produzioni stantie, di rapporti preclusi con la Russia dopo la morte del suo AD per mano – i maldicenti dicono – occidentale, quel Christophe de Margerie troppo filo-russo perito in uno strano incidente a Mosca nei prodromi di quello che poi è diventata la sfida a Mosca da parte dell’Occidente, non pare causale rilevare l’aggressività d’oltralpe contro  la grande ENI che ha saputo rimpianguare le proprie riserve come nessun altro competitor negli scorsi 20 anni (tra i big, forse solo Shell è stata allo stesso livello). …

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Mitt Dolcino / ScenariEconomici.it