…( qui potete leggere la 2. parte del workshop)…

Nel frattempo, però, altro grande errore strategico, era stata varata la banca universale. Cioè si era
passati dalla regolamentazione che aveva funzionato fin dagli anni ‘30 di netta separazione tra i
soggetti che fanno interventi sui mercati speculativi, finanziari, dei capitali e quelli che devono
assicurare il credito all’economia. Questa cosa negli anni ’90 viene superata e le banche vengono
riunificate. In quegli anni, quindi, le banche che cosa hanno fatto? Hanno convinto i loro clienti a
comprare titoli di vario genere garantendo un certo rendimento, superiore ovviamente a quello dei
depositi e dei conti correnti. Nel momento in cui inizia la crisi e la speculazione al ribasso quegli
impegni non possono essere mantenuti; a meno che si facciano operazioni di derivazione, in cui le
banche sono maestre, ma che nella storia avevano sempre riguardato brevi periodi, diciamo un
trimestre, un semestre di catena di sant’antonio per garantire il rendimento ai vecchi clienti,
attraverso l’acquisizione di nuovi clienti e altre operazioni più o meno spavalde di finanza creativa.
In realtà, di trimestre in trimestre e di semestre in semestre, gli studiosi, i centri di ricerca, gli
economisti, gli osservatori, le agenzie di rating, cioè tutta gente sui libri paga delle banche stesse,
prevedevano che di lì a poco ci sarebbe stata la ripresa. Nessuno ha mai spiegato perché di lì al
trimestre successivo, di lì al semestre successivo, di lì all’anno successivo ci sarebbe dovuta
essere questa ripresa. E le banche quindi hanno continuato a fare operazioni di derivazione, anno
per anno, mese per mese. E sono 12 anni di questa storia. Abbiamo praticamente 700 mila quasi
800 mila miliardi di dollari di derivati e 3 milioni e due, 3 milioni e 3 di miliardi di dollari di titoli
tossici. La somma di queste due voci porta a 70 – 72 volte il Pil mondiale, per renderci conto di che
cosa stiamo facendo
Nel 2008 c’è la crisi di liquidità di cui hai parlato e che era stata preveduta dal mio libro del 2007.
Ilgrande mutuo,le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria. Praticamente che cosa
succede? Succede che la massa diciamo di liquidità che le banche come operatori speculativi
perdono sui mercati finanziari supera, per la prima volta, la massa di liquidità che le imprese, le
famiglie e l’economia criminale che fa parte del gioco immettono nelle banche come depositi e
come conti correnti. A questo punto siccome ciascuna banca sa che la vicina fa lo stesso e che
non ha liquidi, salta il sistema interbancario. E lì poteva essere la fine dell’incubo, una fine
probabilmente grave, ma forse, per l’economia reale, meno grave di quello che possiamo
immaginare.
Per esempio quando c’è stata la crisi della Parmalat è stato un disastro per i risparmiatori come
sappiamo. Però, siccome il pubblico ha continuato a comprare il latte, i formaggi, yogurt eccetera
della Parmalat, i lavoratori quasi non se ne sono neanche accorti e neanche consumatori. La
Parmalat ha continuato a produrre e a vendere i suoi prodotti che sono apprezzati dal cosiddetto
mercato. Quindi, la crisi finanziaria potrebbe essere un qualcosa di molto meno tragico per
l’economia reale che non continuare in questo modo, in cui il drenaggio delle risorse dell’economia
e la ottusità delle banche, che credono di guadagnare di più sui mercati finanziari e non danno
credito all’economia, provoca appunto il cosiddetto credit crunchche è sostanzialmente un modo
certo per strangolare l’economia reale.
Ora, da quel momento si è scoperto, poi, nell’estate del 2011, perché fino a quel momento non ne
avevamo consapevolezza – attraverso il Government Accountability Office, che sono i controllori della FED – che la FED aveva praticamente autorizzato mezzi monetari a favore delle banche, soprattutto europee, per 16 mila miliardi di dollari, dal 2009 al 2011, quindi in tre anni 16 mila. 16 mila milardi di dollari è di più del PIL americano, e più di tutto il debito pubblico degli Stati Uniti d’America. Nel settembre di quell’anno arriva il numero due della FED e chiede di partecipare al Vertice europeo che si svolge in Polonia e viene cacciato fuori. Trichet e i vertici dellaCommissione sostengono che mai e poi mai l’Europa potrà accettare quella che è la linea di quantitative easingdella FED e della Banca Centrale del Giappone.
Il 15 settembre del 2011, quindi, la FED annuncia la nuova teoria: sosterremo illimitatamente le
esigenze di liquidità delle banche ed esortiamo la BCE a fare altrettanto. In ottobre ci sono gli
Indignados e il 15 ottobre Mario Draghi dice che forse hanno ragione gli Indignados; intanto sta
diventando lui il Governatore della Banca Centrale Europea. Nel lasciargli le consegne Trichet si
lascia andare alla televisione a una dichiarazione che, per chi ha frequentato quegli ambientini,
come il sottoscritto, sa che è una dichiarazione di catastrofe. Cioè dice: qualcosina dovrà
cambiare. Di lì a pochi giorni, al vertice successivo del 23 ottobre dell’Unione Europea viene
accettata la teoria americana: anche la BCE assicurerà mezzi monetari illimitati alle esigenze di
liquidità delle banche. Senza chiedere nulla in cambio, eh! Sottolineo questo. Cioè, non è che
questi offrono 10 volte quello che serviva all’Europa per agganciare la ripresa chiedendogli almeno
di smetterla, quindi ripristinando la Glass Steagall, la netta separazione tra i soggetti che fanno
attività speculative sui mercati finanziari e quelli che devono assicurare il credito all’economia. In
cambio di nulla.
Solo meravigliandosi, a un certo punto, e arriviamo al 2013, meravigliandosi, parole del neo
Governatore, dell’attuale Governatore, ormai sono due anni, Mario Draghi, che dice: con tutta la
liquidità che stiamo assicurando non ne arriva niente all’economia reale. Ma, dico io, con un
setaccio puoi portare dentro a un pozzo l’acqua che prendi da un ruscello? È un po’ difficile,
perché nel tragitto te la perdi! E’ questo che poi succede, ovviamente, ripeto per quel fenomeno
così.
Ora noi, viene elaborata nel 2013 la teoria del bailing in che è il contrario del bail out. Il bail
out sarebbe quando gli stati o i debitori annunciano che non sono in grado di pagare, che è un
problema. Il bail in in pratica è un piano per mettere le mani nei depositi bancari che viene
sperimentato a Cipro con esiti contraddittori perché, o nel caso che, le stesse Banche Centrali non
riescono a compensare i bisogni di liquidità delle Banche Universali.
Allora, io mi sono fatto un piccolo calcolo, che è il seguente, che poi riporto nel libro. Allora,
abbiamo parlato di 4 quadrilioni di titoli tossici, sommando tutto. Calcolando che, in pratica,
calcolando che servano per gestire le esigenze di liquidità, al lordo, a occhio e croce, il 10 per
cento di queste somme, stiamo parlando di 300 mila miliardi di dollari. Stiamo parlando di 300 mila
miliardi di dollari. Le Banche Centrali del Giappone, della FED e la BCE in questi tre o quattro anni
hanno tirato fuori circa 30 mila miliardi di dollari cioè due PIL americani. Adesso ne dovrebbero
tirare fuori 20. Nella ipotesi che quindi qualcosa possa non funzionare, benché ci sia la moneta
elettronica e quant’altro, c’è il piano B che è appunto il bail in, cioè che metteranno le mani nei
depositi, dicono, oltre 100 mila Euro, ma insomma voi capite che cosa significherebbe.
Significherebbe il panico, che è l’unico modo certo per mandare per aria una banca. Perché la banca, quando tira fuori i soldi, fa finta di tirare fuori soldi, in realtà sei tu che tiri fuori i soldi via via,mese per mese, semestre per semestre, anno per anno, col mutuo, col prestito, paghi le rate. Con la tua produttività crei la moneta; sei tu che crei la moneta. Loro semplicemente si fanno creditrici di questa tua capacità. Quindi la banca, in realtà, se non avesse un bilancio falsato, avrebbe un margine operativo superiore all’80 per cento. Non paga le tasse, ovviamente, perché mette la creazione di moneta a debito. Quindi, in sostanza, allora, la banca può guadagnare quello che vuole prestando denaro. Ovviamente se lo presta alla persona sbagliata, che poi non fa le
operazioni previste, perché fallisce, non avrà una sofferenza, ma avrà semplicemente un mancato
arricchimento, che un altro film.
Domanda dal pubblico: Perché non paga le tasse una banca?
… (continua la settimana prossima)