Viviamo in un mondo in cui i fascisti politici,(tutti-partisan),come pure quelli religiosi,(di ogni credo), guadagnano terreno.

Le parole devono tornare a dire ed a smettere di s-parlare affinche´siano ragionevoli.E solo la ragionevolezza porta le cose a compimento.Prendiamo in noi l´energia emozionale che guida la ragionevolezza dell´ottimismo.Il successo come Paese arriva quando torneremo a dire insieme.

La forma si adegua alla sostanza diceva Wright e Confucio invitava a non sottovalutarla rispetto alla sostanza.

Ci indignamo per il differenziale di stipendio tra un amministratore delegato ed i suoi dipendenti ma non per quello tra l´allenatore della Nazionale di calcio ed i dipendenti della FIGC.

Ci si indigna per i vitalizi dei parlamentari ma non per il differenziale di stipendio tra chi lo denuncia ed i dipendenti del media in cui lavora.

Perche´?

Pensiamoci su.

Non e´forse una forma di ipocrisia collettiva?

Si,ed e´la conseguenza ultima quanto perversa di „Ghibellini Vs. Guelfi 2.0“ degenerata grazie ad una generazione di leaders che pontifica la liturgia della paura.

Ma esiste altro, ben altro.

Altro che segue l´ottimismo della ragione inteso come antidoto culturale alla metastasi del pessimismo irrazionale.

E per chiarirci l’ ottimimo non lo ha inventato nè Renzi e neanche il partito della nazione ma è uno stato dello spirito di chi pensa che  le crisi possano generare occasioni.

Se qualcuno pensa che  essere ottimisti razionalmente significhi essere di un partito politico, beh può anche non continuare a leggere dato che  sarà deluso di non trovare un’ apologia del partito della nazione.

Ben oltre gli slogans del momento quest´ottimismo precede da tempo coi fatti troppe delle parole di moda oggi ed e´per questo credibile.

Le intenzioni si perdono nella paura fino a divenire inconscie. Purifichiamoci di questa paura ritrovando le nostre radici,(qualunque esse siano ed anche al costo di sentirci poi „ un po´provinciali“).

Questo regalo ci portera´a tornare in contatto con noi stessi, ad essere degli autodidatta della vita persi nelle costrizioni di uno stato inefficace ed inefficente ma anche,e soprattutto, della nostra ansia.

Ovvero in un universo di limitazioni auto-imposte.

Iniziamo da queste dato che li´possiamo operare partendo da noi stessi. Il cambiamento vero e´un atto morale di responsabilita´.

Un atto totale che parte da noi,da dentro.Dalla consapevolezza che i problemi divengono opportunita´se si arriva ad un livello di responsabilita´che ci fa pensare in termini di sostenibilita´.

Di sostenibilita´in quanto si matura la consapevolezza che non esistono „ i nostri problemi“ e quelli „degli altri“ ma i problemi di tutti.

Il nostro consenso di cittadinanza ,se siamo consapevoli di questa sostenibilita´,diviene a questo punto memoria collettiva che va al di la´del pollaio tramutandosi in ispirazione che permette di agire. Le cosa possono anche  accadere senza che se ne sia responsabili ma uscirne e´responsabilita´collettiva.

L´ottimismo di non essere soli nell´Italia che,a stento,ce la fa´e puo´farcela ancora meglio. E´nella nostra energia emozionale che troviamo la dignita´e la coscienza di non meritare l´asfisia della liturgia della paura. Si tratta di mettere in pratica cio´di cui siamo consci,ovvero che ogni istante del presente sia sempre e solo gia´futuro nelle conseguenze.

Chiediamo a noi stessi anche solo il 10% di quello che si chiede agli altri quando ci ergiamo a combattenti incorruttibili della societa´civile:

-quando „tiriamo la giacchetta“ a qualcuno per una raccomandazione che per noi e´riconoscere il nostro indiscutibile merito e mentre se  fatta per altri e´becero favoristimo…

-quando siamo tentati di accettare un lavoretto in nero per poi imprecare contro quel 25% di Italiani che evade…

– quando andiamo in vacanze in qualche scempio ambientale con vista mare/monti per poi indignarci per chi deturpa il pianeta…

– quando ci va bene comprare a minor prezzo „Made in XYZ“ anche se sappiamo che e´altissimo il rischio che chi abbia prodotto non abbia rispettato l´ambiente e le condizioni di lavoro per poi andare in Internet e sentirci coerenti paladini della giustizia ed impegnati esponenti della  er mejo-societa´civile donando 10 euro a qualche NGO…

-quando qualcuno viene a fare le pulizie, un traslsocco, un lavoretto di muratura e non ci chiediamo se la ragione del prezzo scontato „possa“ anche  risiedere nel fatto che „magari qualcuno“ dei dipendenti presenti lavori in nero o senza permesso di soggiorno etc.etc…

Ah,ovviamente questo NON e´mai capitato a noi super champions della er mejo societa´civile,no?

Eh no, capita sempre agli altri beceri che rovinano il paese… …ma se la finissimo con questo giochino culturale vederemo che il pollaio e le sue animosita´spariranno.

Eticamente!

Parlare e´facile… dire e´difficile. Una piccola regola di intelligenza emozionale a sostegno dell´ottimismo della ragione.

Riflettiamo su quello che abbiamo a portata di mano:un bicchiere in parte pieno.

Domandiamoci perche´, nonostante questo, il nostro problema sia di essere un povero paese anziche´un paese povero.

Poi…agiamo.

WAKE UP!

Governiamo verso quello che possiamo essere iniziando a correggere noi stessi finendo di fare il gioco di chi ci vuole contrapposti per nascondersi dietro il vuoto dell´auto-refenzialita´.

Le parole devono tornare a dire ed a smettere di s-parlare affinche´siano ragionevoli.

E solo la ragionevolezza porta le cose a compimento.

Prendiamo in noi l´energia emozionale che guida la ragionevolezza dell´ottimismo.

Il successo come Paese arriva quando torneremo a dire insieme e la finiremo di parlare nei talk-show per nasconderci dietro al vuoto.

E questo non è il partito della nazione o di non si sa bene cosa ma la “disperata” convinzione che è ora di finirla di politicizzare tutto per mandare tutto in vacca e quindi tollerare leadership incompetenti a tutti i livelli e tutti-partisan.

Dall’ avere il 100% dei sindaci,( avendo avuto 1 solo sindaco in quella regione), a richio criminale come pure all’ avere degli amministratori arrestati ma anche altro di altri è meglio che ognuno prima pensi a ripulirsi del proprio guano prima di fare  er moralista da talk-show” e finalmente inizi a pensare a questo paese e non al proprio pollaio

E’ ora che si ascolti chiunque,tutti-partisan,abbia qualcosa da dire e si inizi a fare.

Il resto lasciamolo ai Kolti da talk-show …

Paolo Dealberti ©2016

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