pubblicato nel contesto di “Art & Culture” N.1 su 60.700.000

come potete verificare clickando qui 14-5-16 CET 5.00

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(…qui la puntata N.2 )

Mi conforta immaginare che sia partito per raggiungere la terra degli aquiloni – titolo di una canzone che avevamo spesso canticchiato insieme, immaginandoci proprio ai piedi della grande quercia che ora mi sovrasta – anche se mi rendo conto che il suo sarà un viaggio senza ritorno.

Sospiro, domandandomi cosa potrò mai fare, continuando a vivere senza di lui… se riuscirò più a respirare senza affanno, a dare un senso al sorriso senza limitarmi a distendere le labbra all’insù, a posare gli occhi in quelli altrui per cercarvi anche una fievole luce che non debba irrimediabilmente essere confrontata con quella emanata dai suoi, ad ascoltare musica senza tornare a sentire le nostre voci intonare il brano che preferivamo e soprattutto, adesso che siedo ai piedi della tanto amata quercia, mi chiedo se riuscirò a rialzarmi per tornare a casa.

Abbasso le palpebre per qualche istante, cercando di recuperare il fiato che mi manca… da quando sono arrivata, avverto la presenza di Paolo e ne sento contemporaneamente la mancanza. Mi sfianca un’immane fatica del cuore che mi farebbe dire di no a qualsiasi idea di sopravvivenza. Sollevo ancora il viso e provo a riaprire gli occhi, riscoprendo i lunghi rami estesi come braccia che sembrano indicarmi quello che individuo come il volo di alcune splendide rondini. Rimango a osservarle, garriscono e spalancano le ali per raggiungere chissà quale remoto nido… respiro, nell’ennesimo tentativo di accertarmi di essere viva ed è così che comprendo.

Rossana Lozzio ©2016

 

Il mio racconto, ispirato dall’intero universo musicale di Pino Mango ma soprattutto dal brano “L’albero delle fate” – Fuori Concorso, nella prima edizione.