Quando Cassius Clay divenne Mohamed Alì nessuno si chiese  se l’ Islam fosse compatibile o se  fosse un proto-terrorista,pardon jahdista.

Erano altri tempi.

Erano tempi,e su questo si è parlato sempre troppo poco e non certo per kolpa del komplotto,in cui una parte importante della classe dirigente,(legale ed illegale),veniva eliminata fisicamente negli USA.

Basta pensarci un attimo:

–  un presidente e suo fratello ministro della giustizia

– due leggendari leader della lotta per i diritti civili di cui uno cristiano e l’ altro mussulmano

– un noto sindacalista colluso con la mafia

Ma torniamo a Mohamed Alì ad una settimana dal funerale.

Di certo il più grande nella sua disciplina sportiva che dopo di lui  non vide più leggende ma solo grandi professionisti.

Di certo nella gestione mediatica ed ancora prima dell’ incontro di Kinshasa.

L’ incontro che ci dimentichiamo sempre fu la  seconda più grande kermesse mediatica della Contestazione dopo il concerto di Woodstock.

Di certo nel capire che se si arriva a fare  qualcosa ed essere qualcuno … beh,a quel punto si deve rendere indietro qualcosa alla società col proprio impegno.

E trasformare quel qualcosa e qualcuno in un messaggio.

Un messaggio…appunto.

In quei giorni essere mussulmano significava essere sempre e comunque uno di noi e si ascoltava il messaggio di Alì e lo ascoltava anche chi continuava a chiamarlo Clay …

Un messaggio sociale che  interessava  ciascuno di noi.

E’ un peccato che sia dovuto morire Mohamed Alì per  ricordarcelo anche se solo per un attimo.

Cosa?

Che un mussulmano è uno di noi, come noi e con noi.

Grazie Mohamed !

Post Scriptum

chi ha ucciso a Bristol sembra essere:

-bianco

-cristiano

-legato al network fondamentalista macista USA/panasiatista Europeo

  • e non soffre di turbe psitiche

… ma di questa minaccia su questi pixel in solitaria e derisi ne parliamo da tempo scomodamente contro-corrente

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Paolo Dealberti©2016

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