(pubblicato nel contesto di “Suggestions for a wise international politics”” N.1 al mondo su 4.040.000 siti as you can verify here , at 19-6-16 – 14.00 CET)

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In un precedente articolo si erano analizzati i punti di forza Britannici dopo il referendum  ed oggi facciamo il punto sul presente ed il domani.

1- il presente

Partendo dal fatto che l’ UK non uscirà,(??),prima di 2 anni stiamo calmi.

Siamo tuti vaccinati da capire che quanto accade in questi giorni non sia altro speculazione di borsa.

Come sappiamo si guadagna anche al ribasso ed onestamente sappiamo tutti che i mercati abbondano di titoli e fondi su borse piuttosto che valute che è poi bene comprare con un 5..8…15% in meno.

Tanto si riprendono e tutti sorrideranno.

Scontiamo anche gli annunci di tagli e ristrutturazioni di Aziende che colgono la palla al balzo per giustificare con il Brexit  i tagli dovuti invece  ai loro problemi interni. Come pure il tagliare tanti “top manager” che costano troppo … . Ovvero l’ usare il Brexit per  CAMMUFFARE problemi interni …

Messa quindi da parte la ipocrisia da “fine del mondo” di questi giorni andiamo avanti.

2- il futuro (1)

al momento abbiamo 4 realtà che possono essere di riferimento:

  • gli accordi con la Svizzera piuttosto che con il Nordic Council,(da qui il citare la Svezia)
  • gli accordi WTO
  • l’ accordo EU- Canada
  • (a sua volta ispirato a ) gli accordi Commonwealth

Ovviamente nulla vieta che  partendo da queste solide e rodate basi del diritto internazionale  non si definisca un nuovo modello.

Almeno in 2 anni se si deve avere l’ unanimità dei 27 … .

3- il futuro (2)

Il regno Unito è al centro di 3 meta-scacchieri globali:

  • l’ Europeo,(NATO,OCSE,Consiglio di Europa, EU almeno fino al 2018)
  • l’ Atlantico (NATO, Commonwealth e da qui nell’ essere in strutture quali ADB , NAFTA, OAS, CARICOM, SELA)
  • il Pacifico (Commonwealth e da qui nell’ essere in strutture come l’ ANZUS,AsDB,SAARC)

A questo aggiungiamo che se nel 2014,(e non nel 1913 o nel 1938…), i paesi Europei del V4 Group hanno creato la prima  struttura militare operativa dichiarando che era precauzionale  nei confronti sia di Berlino che di Mosca allora vale ancora l’ assioma strategico che guida la politica  di Londra nel continente dal medioevo.

Ovvero: intervenire militarmente quando qualcuno diventa dominante e prima di questo momento agire diplomaticamente.

Londra rimane al centro del mondo…anche per l’ Europa e ben oltre il 2018.

Anche perchè gli USA si stanno ritirando dalla regione ed il  tutto iniziò con il Pivot Strategico del 2009 e finirà intorno al 2021… se non accade una guerra ovviamente

4- il futuro (3)

Nel Regno Unito dai tempi di Giovanni Senzaterra,(si lui, quello di Robin Hood), la sovranità NON appartiene al Popolo MA al Parlamento.

Pertanto?

Legalmente il parlamento inglese può anche NON ratificare il risultato del referendum che  non ha alcun valore legale dato che non è previsto dalla costituzione in un paese che non ha costituzione.

Ma andiamo oltre.

L’ Irlanda del Nord può chiedere di farne uno dato che ha votato contro il Brexit. E pure  la Scozia.

Referendum per staccarsi pre restare nella EU e la Scozia si porterebbe via gran parte del petrolio e gas Britannico.

Gli under 50  sono essenzialmente pro EU come hanno mostrato i voti.

Alla fine lo scarto non è epocale.

E di sicuro anche  l’ UK pagherà economicamente.

Quindi?

E chi ci dice che da qui a 2 anni non salta fuori un movimento Pro-EU e che con un nuovo referendum l’ UK resti nell’ UE?

Welcome Back Perfida Albione

🙂

Paolo Dealberti ©2016

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