( la rubricà è nel contesto della sezione ” Techno-&-science trends” che col suo meta-tag è N.1 su 466.000 entries di riferimento, click qui per verificare 9-6-16 CET 6.00)

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Da tempo parlaimo del DUAL,ovvero della realtà come la risultante dell’ interazione senza soluzione di continuità tra la dimensione fisica e quella digitale.

Oggi questo concetto viene definito Metauniverse prendendo a prestito il termine dalla fisica quantistica ed allargandone il significato. Il DUAL a seguito di una serie di evoluzioni a sua a volta si espande integrando la realtà digitale aumentata,(digital augmented reality,DAR).

1- Cosa è stato innovato?

Internet ha più di 50 anni anche se in Italia l’ Università di Pisa ha collegato il Bel Paese al Web dopo 15 anni dalla nascita.

I mondi sociali digitali ne hanno circa 30 dato che sono nati con chat-box da cui poi si sono evoluti,decenni dopo, altri tipi  di social network.

Gli assistenti digitali ci accompagnano da circa venti anni anche se prima non erano nè integrati nei nostri smartphone e tantomeno indossabili.

Partendo da questo contesto stiamo iniziando a vivere con una accelerazione crescente una nuova fase di questo trend che sintetizziamo con le seguenti innovazioni di cui si parla in “Innovazioni di Successo”:

– sensori sempre più miniaturizzati e performanti come pure integrabili nel corpo umano e non solo indossabili

– intelligenza artificiale a supporto di chi deve prendere decisioni

– internet nelle cose applicato alla vita industriale e commerciale

– tecnologie per la dimensione DUAL

Oggi con un euro al mese possiamo avere un hardware Samsung che ci consente di avere una fruibilità del mondo digitale che,erroneamente,definiamo da  realtà virtuale.

Una definizione erronea in quanto si tratta di realtà digitale potenziata,(digital augemented reality,DAR),e non di realtà virtuale.

Ed a questo punto è bene fermarci un attimo per chiarire una volta questo fraintendimento.

All’ MIT Lab trovano le basi filosofiche della realtà virtuale nel mito della caverna di Platone.

La realtà virtuale non esiste in quanto,appunto,virtuale. E’ una ipotesi su un qualcosa che potrà/potrebbe essere.

Definire come tale una realtà pertanto equivale a parlare di  un qualcosa che non esiste.

Ed è un tragico errore usare questa definizione quando si parla di un tipo particolare di una realtà che invece esiste in quanto componente del DUAL,ovvero la realtà digitale.

Una realtà digitale che si caratterizza però per il fatto di essere enormemente immersiva in quanto in grado di darci sensazioni sensoriali ben superiori a quelle a cui siamo abituati e che,per l’ appunto,possiamo definire come DAR.

E sempre nuove soluzioni arrivano.

Ad esempio quella di crearci un avatar a nostra immagine e somiglianza che può operare in mondi digitali.

Avatar da utilizzarsi con uno smartphone Samsung ed altri stanno innondando il mercato.

E quindi poter meglio operare,ad esempio,in uno dei mondi DAR che costituiscono da anni il cosiddetto nuovo mondo digitale del lavoro,(new digital world of work,NDWW).

Il DAR diviene,quindi,una estensione del DUAL nel senso di non solo espandere la dimensione  digitale ma ,ed è il punto chiave,di strutturarsi a sua volta come une vera e propria componete della realtà.

La terza componente della realtà DUAL in cui senza linea di continuità si sinergizzano le componenti fisiche e digitali della nostra quotidianità in quella che  sempre più è definita come login-life nel contesto dell’ Internet delle Cose.

Una realtà, un DUAL,quindi costituito da tre componenti:

– fisica

-digitale non immersiva

– digitale immersiva,(DAR). che erroneamente si definisce come realtà virtuale.

… (la 2. parte domenica prossima)

Paolo Dealberti ©2016

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