pubblicato nel contesto di “Art & Culture” N.1 su 60.700.000

come potete verificare clickando qui 14-5-16 CET 5.00)

(la rubrica ” I libri! di Massimo ” è la N.3 su 1.910 siti come vedete qui al 2/7/16 alle 9.00)

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(clickando qui troave la prima parte dell’ articolo …)

… La Terra senza il Sole” è pure interessante ma non raggiunge le vette de “Il mondo senza donne”: non è divertente e pungente come il secondo, ma parte anch’esso da un’ipotesi fantastica. Nel 4999 l’Umanità ha raggiunto tutte le mete che si era prefissa: non ci sono più guerre, non più carestie, povertà, ingiustizie, criminalità e sovrappopolazione. Perfino le religioni sono scomparse, ad eccezione di un’improbabile coppia di cristiani che vengono presi in giro da tutti. Il sesso non è più un problema, i viaggi spaziali sono all’ordine del giorno verso la colonia marziana, ma sia sulla Terra che su Marte la noia regna sovrana. Anzi, lo spleen (qualcosa di più della noia) regna sovrano, avvelenando la vita delle poche centinaia di migliaia di individui, serviti da gorilla evoluti. Abbondano i suicidi. Ad un certo punto uno degli annoiati rappresentanti della razza umana del cinquantesimo secolo viene un’idea folle per scuotere i suoi simili: provocare un’esplosione tale nel sottosuolo da far uscire il pianeta dalla sua orbita intorno al Sole e scagliarlo nelle profondità dello spazio. L’idea incredibilmente viene accolta dalla maggioranza delle persone, durante una storica assemblea mondiale in uno dei pochi mega caffè presenti sul globo, capaci di contenere fino a un milione di individui. Chi si oppone sono i due cristiani, giudicando blasfema la proposta.

La mozione viene approvata e messa in opera. L’esplosivo viene posto a 2200 chilometri, collegato ad una miccia che deve essere incendiata da una lente coperta con un panno che verrà sollevato alla mezzanotte del 1° gennaio dell’anno 5000. Man mano che si avvicina però la data fatale, l’entusiasmo va calando in proporzione esponenziale finché sulla terra non restano che pochi irriducibili e gli stessi fanatici cattolici (che avevano visto salire la considerazione verso loro stessi proprio in quei giorni cruciali), ormai impossibilitati anche volendo ad abbandonare in tempo il pianeta (che verosimilmente potrebbe essere distrutto dall’immane esplosione). L’ultima parte del libro, quella degli ultimi minuti fatali, è purtroppo una banale diatriba religiosa (quando sento parlare di questo personaggio immaginario chiamato “dio” il mio interesse precipita allo zero assoluto) e il finale non è secondo me all’altezza delle premesse. Resisto alla tentazione di spoilarlo…

Neanche l’idea del pianeta deviato dalla sua orbita è originale (mi viene così a caldo in mente un episodio de “Ai confini della realtà”) ma certo lo era nel 1926, anno della prima stesura del romanzo, adattamento di un testo teatrale precedente intitolato “Tornare un passo indietro”, così come l’idea del mondo senza uomini era certo originale nel 1936.

 

Infine “L’allegra terza guerra mondiale”, scritto negli anni Settanta e più volte rimaneggiato (come tutte le opere del nostro Martini) è un’amara satira politica e militare con molti rimandi alla situazione mondiale dell’epoca. Siamo in piena Guerra Fredda tra USA e URSS: guerra che però nel romanzo diviene presto calda, anzi rovente, fino alla tragica fine che vede la distruzione totale del pianeta (ops… ho spoilerato). L’idea apocalittica della fine dell’umanità (molto ricorrente in Martini) in seguito ad una guerra nucleare rappresentava una paura concreta in quegli anni, non dobbiamo dimenticarlo rileggendo questa storia. Ancora negli anni ’80, quando ero bambino, sentivo paventare una terza guerra mondiale tra americani e russi, entrambi con i missili puntati l’uno contro l’altro. Mi viene in mente un bellissimo e tragico racconto di Bradbury, “Vennero le dolci piogge” (in “Cronache marziane”) ed un altro episodio di “Ai confini della realtà” in cui l’unico superstite dell’umanità, avido e miopissimo lettore, muore infelice perché – ora che ha tanto tempo e tanti libri a disposizione – gli si rompono gli occhiali. Ma le storie apocalittiche sono tantissime…

 

Virgilio Martini, italiano cosmopolita e visionario, è sicuramente uno di quegli autori da riscoprire: ancora fresco e attuale dopo tanti anni, regala letture che fanno riflettere pur risultando gradevoli e leggere. Da collega autore di fantascienza, italiano e anzi fiorentino come lui, non posso che consigliarne la lettura a coloro che credono che la buona narrativa fantastica non sia un genere letterario di serie B, che non sia scritta tutta in inglese, e che si possa trovare qualcosa di valido anche in Italia.

Bibliografia (opere consultate)

 

  • Virgilio Martini, La Terra senza il Sole. Il mondo senza donne, Chieti, Marino Solfanelli Editore, 1988
  • Virgilio Martini, Il mondo senza donne, Lido di Jesolo, Edizioni Tritone, 1969
  • Virgilio Martini, L’allegra terza guerra mondiale, Firenze, Edizioni Equatore, 1977

Massimo Acciai Baggiani ©2016

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