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(pubblicato nel contesto di “Art & Culture” N.1 su 60.700.000

come potete verificare clickando qui 14-5-16 CET 5.00

ed in “Esteticamente — Aesthetically”

che è N. 9 su 25,400 siti di settore come vedete qui 2/7/2016 alle 9.00)

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Sonja Sweterlitsch predilige il ritratto della figura femminile. Esteticamente, si percepisce tutta l’eleganza d’un fiore che stia per sbocciare. Le braccia rasentano il busto, ma conservano l’elasticità del gomito. Nell’insieme ci pare una posa modernamente “aristocratica”. Ricordiamo che Sonja Sweterlitsch ritrae le ballerine, quando l’eleganza dovrà “sbocciare”, complici la piroetta delle braccia ed il gonnellino. La decorazione d’un fiore può comparire sia nell’abbigliamento (lungo la collana od una cintura), sia virtualmente fra le mani intrecciate. Così noi percepiremmo la “tensione”, da parte del soggetto ritratto, verso la sua autogiustificazione. Lo “sbocciare” della collana, della cintura o delle mani consentirà all’intero corpo di pulsare, come guadagnando “un secondo cuore”. Sonja Sweterlitsch spesso lascia lo stesso tono o quasi, fra lo sfondo e l’abito indossato. Qualcosa che favorisce l’autogiustificazione dal suo battito. L’eleganza sempre “ci colpisce” razionalmente. Noi percepiamo una sorta d’astigmatismo, fra lo sfondo e l’abito quasi allo stesso tono. L’eleganza “ci spiazza” moderatamente di sorpresa.
Garcia Lorca immagina un bracciale di fiori; precisamente con una pervinca (a fungere da stella in cielo), un iris nero (al vento) ed una rosa (sull’acqua). L’eleganza chiede d’abbinare ogni qualità. Garcia Lorca cerca per i fiori un simbolismo persino universale, fra i principali elementi in natura. La pervinca trema sul bordo della Via Lattea. L’iris nero può sorridere dall’Oriente (se per gli antichi Greci esso simboleggiava l’arcobaleno). La rosa si trova sulla schiena d’un fiume, portandovi il tramonto fra i monti.
Sonja Sweterlitsch ritrae le ballerine, il cui corpo sarà lo stesso d’una stella che “sbocci”. Là, le braccia quasi dovranno “tremare” sopra il combaciarsi delle gambe. L’eleganza “aristocratica” delle ballerine fortunatamente non incute timore, ma al massimo vincerà l’incertezza per la difficoltà d’un esercizio.
Quanto le mani intrecciate ci svelano il “tremolio” d’una maturazione esistenziale? L’adolescente ad esempio può avere un atteggiamento “spiazzante”, nei confronti della società civile. Sonja Sweterlitsch ritrae una donna elegantemente matura, che giustifica per sé un’aria sbarazzina solo per gioco (senza alcuna malizia). I quadri spesso hanno uno sfondo nero. Là, l’intersecarsi delle braccia dovrà portare “un sorriso”. Il fusto dell’iris s’erge “con sicurezza”, permettendo un “arcobaleno” delle foglie. Qualcosa da rivedere nella figura ad arabesque, per la ballerina. Le braccia si piegano “a petalo” lungo la “corolla” del tronco, e quest’ultimo potrà tramontare.
A Sonja Sweterlitsch piace raffigurare una “pulsazione” per l’eleganza, dove la bellezza letteralmente s’abbina alla seduzione del suo “spiazzarci”. La persona matura ha pur sempre una luce, quantunque verso il tramonto della vita. I quadri ci mostrano soprattutto lo “sbocciare” delle braccia, meno seducenti delle gambe. Sembra che l’eleganza conferisca alla bellezza la “nobiltà” d’un lavoro. Le braccia massimamente servono a qualcosa. Esiste sempre un’etica del lavoro; pure nell’apparenza “giocosa” della ballerina, a teatro. Le braccia vanno ad avvinghiarsi sul petto. Sarà come se il “carico faticoso” d’un lavoro giungesse finalmente a “sbocciare”, e dalla schiena al cuore. L’eleganza si percepisce nell’etica della bellezza.

PAOLO MENEGHETTI   ©2016

Paolo Meneghetti´s books / i libri