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(pubblicato nel contesto di “Art & Culture” N.1 su 66.200.000

come potete verificare clickando qui 14-5-16 CET 5.00

ed in “Esteticamente — Aesthetically”

che è N. 3 su 34.000 siti di settore come vedete qui )


(qui la 1. parte … )

… così come fiorisce. Anche la natura quindi “si troverebbe” ad essere. Il fiume od il fiore si percepiranno nel loro “cavalcarsi”, sotto l’universalità del Tempo. La natura si dà come tale in quanto “aperta”, così da trapassare immediatamente. Heidegger ama citare un verso di Silesio: La rosa è senza perché; fiorisce perché fiorisce. Conterà unicamente la sua “apertura” nel Mondo, avendo una vitalità che “cavalchi” il Tempo. Il Fiume Brenta è emissario dagli ameni laghi di Levico e Caldonazzo, in trentino. In mezzo a quelli, noi vediamo la “cavalcata” d’un colle, col paese panoramico di Tenna. La percezione della zattera vale nella misura in cui un lago ha le acque assai più “tranquille”, rispetto al mare. Dunque il colle di Tenna “s’incuneerebbe” come un remo, e facendo “sbocciare” la sola vena d’un fiume, anziché la “chiassosa” schiuma. La Valsugana è d’origine glaciale, mostrandosi parecchio aperta. Ci ricordiamo pure che le acque minerali di Levico (a scendere dal Monte Fronte) hanno una vena scarsamente arsenicale e soprattutto ferruginosa. Dunque la loro colorazione tende all’arancione scuro. E’ la percezione d’uno scorrimento che “spruzzi quasi di sangue”, per la sua vitalità. Le acque termali di Levico contengono rame, manganese, nichel, cobalto, zinco ecc…, contribuendo a curare le malattie infiammatorie. E’ anche la percezione d’una zattera, mentre ci si fascia il corpo tramite i fanghi. Questi metteranno più “a riposo” la sensorialità epidermica. Per il filosofo Bachelard, tradizionalmente le Ninfe delle acque si percepivano in via assai labile, come i folletti della bruma, dove anche lo stagnante poteva vibrare, tra il candore dei raggi soltanto molliccio. Ma lo scrittore Audiberti immagina che Melusina, uscendo dal lago, conservi la sua nuotata, contro l’aria a riva. Lei permetterebbe all’acqua di verticalizzarsi, con grande vigore (come durante un’alluvione). Così Melusina per Bachelard sarà una ninfa che si trasforma nello sparviero (ondeggiante in cielo). Se le acque termali avessero una “bruma” riposante (per il suo “rosseggiare”, o spargendola sulla nostra pelle), allora il Fiume Brenta vibrerebbe “da una bracciata”, complice il colle di Tenna che divide la coppia di laghi. Ricordiamo pure che esiste la pesca a ninfa, utilmente per le trote od i temoli (da “ingannare”). Il filosofo Jean Luc Nancy spiega che in lingua francese la parola spazio non ha una vena solo estensiva. L’individuazione d’un certo luogo conterebbe poco. Piuttosto, lo spazio è di tipo accogliente. Esso identifica l’aver luogo, anziché il luogo. Lo spazio fa in modo che noi siamo accolti mentre ci troviamo. Nancy lo esemplifica principalmente con la piazza. Là accade che gli uomini si ri-trovino, nel senso che si accolgono fra di loro. Nella piazza, noi incrociamo qualcun altro: non vi stiamo, bensì vi prendiamo posto. Nancy crede che vedendo un lago questo abbia luogo molto più che semplicemente lo sia. La distesa d’acqua costituisce il riflesso del cielo, entro l’uguaglianza della forma a volta. Sempre la visione dà un fondo. Essa distingue la dimensione interna ed esterna di qualcuno o qualcosa. Il lago però nasconde il suo fondo alla vista, che vi resta ancorata in superficie. Là non c’è un luogo, ma là ha luogo. Il lago accoglie la nostra vista, senza che questa lo distingua. Nel Comune di Valstagna, il Fiume Brenta da molti anni consente il rafting. Qualcosa tramite cui l’imbarcazione deve letteralmente “incrociare” le acque. Le rapide spiazzano il canoista. Il rafting va percepito nel continuo ri-trovarsi sull’acqua. La canoa alza molta schiuma, facendo virtualmente riflettere il cielo nelle “forme a volta” delle rapide. Certo gli ameni laghi di Levico e Caldonazzo “abbracciano” (con la loro calma) soprattutto i turisti dalla ciclopista. Da lì ha luogo il Fiume Brenta. Tuttavia mediante il rafting l’escursionista proverebbe a “contraccambiare” l’abbraccio col lago. Per il filosofo Bachelard, l’acqua si farebbe immaginare dentro i “furori della femminilità”. Normalmente, noi pensiamo che le donne abbiano un carattere dolce. L’acqua ci riempie, una volta immersi. Qualcosa che possa “addolcire” la nostra percezione sensoriale. Si consideri l’ammantare della neve. Noi dovremo percepirlo anche nell’immersione! Per Bachelard, l’acqua è un’immagine semplice, e come tale può simboleggiare l’anima. Conterà la percezione dell’acqua che si distenda. C’è la semplicità visiva sull’orizzonte del mare, o dell’oceano. Anche l’anima si distenderebbe “nell’ammantarsi”. Nella semplicità della propria immaterialità, quella “ci coinvolge” verso la nostra esteriorità, e con tutta la “dolcezza” dei sentimenti, cui però a volte s’aggiunge il “furore” dell’emozione. Carducci immagina che l’Italia abbia i monti ondulati come i capelli d’una donna, sdraiata sul letto nuziale. Secondo l’atlante di geografia, c’è una terra in diagonale, stretta fra due mari (il Tirreno e l’Adriatico). Qualcosa che “arriccerebbe” le montagne (dalle Alpi agli Appennini). L’Italia è certamente riempita di fiumi. I laghi di Levico e Caldonazzo avrebbero una “criniera”, per il colle di Tenna. A Valstagna le acque molleranno il loro “furore” per le rapide, mentre nel 1507 le Valli di Chioggia “ammantavano” sulle barene il ramo Novo. Il Fiume Brenta è parso “stretto” anche per ragioni politiche, fra i veneziani che non volevano la foce “in casa” ed i padovani che lo “desideravano” per l’approvvigionamento dei mulini. Negli ultimi anni, le amministrazioni comunali di Tezze, Fontaniva, Piazzola o Limena hanno caldeggiato l’istituzione dei parchi naturalistici, attorno alle acque più o meno “arricciate” dalle anse. Forse è la percezione femminile del Fiume Brenta, nella dolcezza di poterlo “accarezzare”, sdraiati a riva per un classico picnic. Se il lago “custodisse” l’anima delle acque, queste avendo l’ansa “si dichiarerebbero” a noi.

PAOLO MENEGHETTI   ©2016

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