Un team del dipartimento di scienza avicola della North Carolina State University, (NCSU), guidato dal professor Paul Mozdziak ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria per la produzione di carne avicola,(in questo caso di tacchino), in vitro mediante l’ agricoltura cellulare. Ovvero la branchia dell’ agricoltura che produce alimenti animali commestibili senza gli animali.

1- Cosa è stato innovato?

Il team della NCSU ha sviluppato una innovazione di processo nella produzione di carne  avicola nel contesto dell’ agricoltura cellulare.

Al momento questo tecnologia produce carne di tacchino ma è estendibile ad ogni tipo di carne avicola e oltre.

Si tratta di una produzione innovativa in vitro usando un bio-reattore con 5.000 galloni di liquido che costa solo 34.000 dollari.

Per arrivare alla produzione in vitro si inizia con delle cellule asportate dal petto del tacchino. A questo punto si isolano un tipo particolare di cellule staminali note come satellite cells.

Queste cellule vengono poi poste in vitro in una soluzione riscaldata ricca di zuccheri ed aminoacidi.

La resa è enorme se pensiamo che in un lasso di tempo di 3 mesi una singola celllula può generare 75 generazioni di prodotto.

Ovvero più di 20 trilioni di polpettine,(nudgets),di tacchino  da una sola cellula. Polpettine commestibili per l´uomo.

2- Perchè avrà successo?

Una tecnologia che costa 34.000 dollari e per comprenderne la valenza come innovazione di produzione pensiamo che quella sviluppata per produrre un hamburger con il denaro del fondatore di Google ne è costata 300.000.

Ricerche di mercato affermano che più della metà dei vegetariani e dei vegani mangerebbe della carne, uova, latte e prodotti caseari  se non provenissero dagli animali ma dall’ agricoltura cellulare.

In buona sostanza un atteggiamento comprensibile che possiamo paragonare a quello degli ambientalisti che non usano indumenti a base di pelle naturale ma usano quelli a base di eco-pelle sintetica.

A questo aggiungiamo una serie di benefici concreti a diversi livelli:

  • Salute: i prodotti commestibili non contengono componenti nocivi come,ad esempio, i grassi generanti colesterolo. Ricordiamo che da almeno due generazioni non meno di un miliardo di persone vivono mangiano prodotti geneticamente modificati e vivono bene. Fare finta di non saperlo è deleterio.
  • Ambiente: si riduce in maniera sostanziale sia il consumo di terreno che di acqua come pure l’ inquinamento da fertilizzanti e quello da emissione di Co2 da parte degli animali allevati. Inoltre viene anche meno il possibile rischio da riduzione della bio-diversità generabile con culture con un ristretto/unico patrimonio genetico ed anche l’ emissione di Co2 generata salla logistica per il trasporti del cibo da  paesi lontani.
  • Economia: si riducono i costi da impatto ambientale ma anche quelli relativi ai costi logistici. In poche parole,ad esempio,un buon quarto di carne Chianina si può produrre in un laboratorio situato a 10 Km da Parigi invece che importarla. Ma si aumenta anche la disponibilità di prodotti alimentari facendo venire meno il conflitto tra l’ uso per la alimentazione animale e quella umana che ha contribuito in maniera sostanziale all’ aumento del costo del cibo ed a conflitti sociali armati in giro per il mondo.
  • Geopolitica: se il costo del cibo non aumenta non si fanno le rivoluzioni per mangiare. Se l’ ambiente non si inquina non le si fanno per proteggersi dalla devastazione ambientale.Se non si deve dividere l´´acqua non si va in guerra per essa … Inoltre utilizzando questa tecnologia si ottiene la TOTALE AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE di un popolo
  • Business: ovviamente l’impatto sarà devastante per chi vive esportando i propri prodotti alimentari sia non lavorati che  lavorati ma allo stesso tempo darebbe nuova linfa alla produzione agricola km0 di ogni tipo di prodotto. Salvo,ovvimente,poi lóbbligo poi della dovuta certificazione sulla origine.In una frase: col DNA di una mucca Chianina si puo´riprodurre una carne equivalente dovunque ma poi e´un obbligo dire che proviene dalla Povenza piuttosto che dalla Vallonia o dal Cile. Ovvero un km0 sostenibile e resilente!
  • Geo-energia: le coltivazioni utilizzate per l’ alimentazione animale,(farine,concimi…),a questo punto sono utilizzabili per produrre bio-fuel. In questo modo da un lato si riduce il prezzo del bio-fuel, dall’ altro si aumenta la indipendenza energetica potendo usare questo fuel rinnovabile ed infine,last but not least, si riduce l’ impatto devastante sull’ economia agricola dato che i produttori agricoli possono vendere per creare bio-fuel

E si spiega l’ interesse per questa innovazione di prodotto nell’ allevamento mostrata sia dagli investitori che dagli ambientalisti che dai vegetariani.

Paolo Dealberti ©2016

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