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Oggi non parlo di Poesia né di Letteratura né di qualcosa in particolare, scrivo un po’ a ruota libera, come un gioco, con leggerezza, senza nessuna aspettativa, così tanto per…

Negli ultimi anni i social sono diventati “luoghi” di incontro e scambio di idee, piazze, salotti virtuali dove si riproduce l’infinita gamma delle interazioni umane, ovviamente solo quella parte relativa alle parole. Le parole sono leggere ed effimere, ma possono diventare pesanti ed eterne, capita, a volte. Esattamente come capita da sempre nella quotidianità dove si può essere meschini e scialbi, banali e scontati, seri e seriosi, divertiti e divertenti, ecc. ecc.. Il Twitter ti impone un limite che ti obbliga alla sintesi: centoquaranta caratteri, non uno spazio in più. Bella cosa la sintesi, soprattutto se si ha qualcosa da dire, sì perché troppi giri di parole spesso nascondono vuoti, anche troppa sintesi forse. Il punto è sempre lo stesso: avere qualcosa da dire, poi i mezzi e i “luoghi” dove farlo variano, possono essere o sembrare adeguati oppure no. Mi fanno ridere i molti discorsi che si sentono su come i social abbiamo “volgarizzato” le discussioni sui più disparati argomenti, certo ci sono cose volgarissime sui social, certo, esattamente come negli altri “luoghi”, esattamente come sui libri o sui giornali, in tv o per le strade, negli uffici o nei salotti delle famiglie. Voglio chiarire che non è mia intenzione fare il panegirico dei social, intendo solo dire che oggi esistono e che sono molto frequentati, punto e basta, sono frequentati da persone. Sono le persone a fare i “luoghi”, le architetture preparano lo scenario dentro il quale vivere, ma poi a viverci sono le persone, ovvio no? Mi fanno ridere i “conservatori”, sempre pronti a sbarrare la via a qualsiasi eventualità che possa destabilizzare lo status quo, sempre pronti a individuare i problemi negli oggetti, nelle architetture quando questi appaiono leggermente diversi da come “normalmente” li si ha sempre avuti o intesi.

Personalmente il Twitter l’ho conosciuto da poco, da pochi mesi e non mi dispiace postare qualche cinguettio ogni tanto. Non mi ci ero nemmeno avvicinato in precedenza proprio perché pensavo che centoquaranta caratteri fossero insufficienti per esprimere o comprendere qualsiasi pensiero. Per caso mi è capitato di sfogliarlo e di leggere cinguettii interessanti, divertenti, a volte profondi, spesso personali ed in seguito di twittare qualcosa, twittarlo al vento in questo “luogo” virtuale. Ho sempre dato molto importanza all’antico detto “scriptamanent”, sì perché la parola quando viene scritta diventa “indimenticabile”, ti responsabilizza a priori, scriverla vuole dire assumersene la paternità. Anche di tutte quelle cose volgari, oltraggiose, idiote, razziste, ignoranti che si leggono, anche esse hanno una paternità ed è un bene che siano state scritte, diventano una sorta di biglietto da visita. Ognuno ovviamente può scrivere quello che vuole, ma ognuno si assume la responsabilità di cosa scrive, scrivere è firmare le proprie parole, qualsiasi esse siano. Forse è un bene che ogni imbecille firmi quello che dice, perché scriptamanent e magari un giorno gli e lo si potrebbe far presente: “leggi cosa hai scritto”, è incontrovertibile, ovvio no?

Come un gioco, con leggerezza, senza nessuna aspettativa, così tanto per… se capita qualche hastag che mi piace butto lì un cinguettio. Senza pensare di aver scritto chissà cosa né l’ambizione che nessuno lo pensi, senza credere di aver fatto Poesia o letteratura o null’altro che non si un diversivo, un cinguettio al vento, appunto.

Metto di seguito qualche twitt fra quelli ho notato e che mi è piaciuto… come un gioco, con leggerezza, senza nessuna aspettativa, così tanto per…:

“Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.”

“Lancia il tuo sogno nello spazio come una cometa, e non sai cosa riporterà indietro, una nuova vita, un nuovo amico un nuovo amore” A. Nin

#desidererei poter guardare lontano… molto più lontano di quanto possa vedere con i soli occhi

Quando la notte non è ancora alba, ai lati di una via passeggiano i pensieri e sui cornicioni viene stesa la nebbia.

imparando… #hoimparato che c’è sempre qualcos’altro da imparare da chiunque da ogni espressione del mondo in ogni istante della vita

L’ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa l’ignoranza deve essere profonda da non sospettare neppure di se stessa

Ho una vera passione per le passeggiate. Su campi lussureggianti di mine.

“Poi ti chiedono se quello che scrivi è vero o è solo fantasia… Come spiegare che quello che provi s’imprime sul foglio e si spiega da se?”

Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

Compagno di scuola, ti sei salvato dal fumo delle barricate o sei finito a farle contro donne e bambini?”

Sogno per non sfiorire In questo mare di parole

Solitudine sono io, tra la folla. Dentro, in attesa. Tra asettiche pareti insonorizzate. Bianche. Come il peso di un’assenza.

Nessuno che parla perché nessuno ha il coraggio di ascoltare, i sordi erediteranno la terra (ninnananna Palahniuk) #LettoriSelvaggi

  

E qualcuno fra quelli ho postato… come un gioco, con leggerezza, senza nessuna aspettativa, così tanto per…:

ho sempre avvertito il mare come il mio squarcio di infinito #unPosto dove andare per le cose importanti della vita per pensare e sognare

#forseDovrei mantenere un po’ più i piedi per terra… però quando un sogno mi si proietta all’orizzonte flutto a mezz’aria su ali di stoffa

#oggiSento… “una musica rossa il profumo dei tuoi occhi il sapore del mattino sfiorando sulla pelle lo strascico di un sogno”

ci vogliono occhi ostinati per trovare la luce in fondo a ogni tunnel interiore reale o metaforico o immaginario o…

#spiando la vita da dietro un vetro si viene solo sfiorati dall’ombra del mondo che passa senza comprenderlo senza afferrarlo senza viverlo

a volte non c’è #iltempoper studiare il tragitto si deve solo camminare sulla strada o sospesi in cielo su un cavo teso fra qui e chissadove

mi sono sporto in alto più in alto per afferrare il cielo #afferrando (i sogni)

cerco#perOgni dove ogni istante ogni piccola parte di me smarrita all’angolo di due strade o dimenticata sul comodino di qualche amica

“quando si perde la capacità di vivere i propri miti, si perdono anche i propri dèi” #Fitzgerald

#TwitterMiInsegna che in giro c’è molta apertura mentale misura e tolleranza e niente razzismo prepotenza e ignoranza oppure no?!?!?!?!?!?!?

morirò nel 2084 rapito dall’aurora boreale mano nella mano col mio ultimo amore la notte dopo la consegna del Nobel

senza commenti, senza altro da aggiungere, togliere o aggiustare, così come un gioco, con leggerezza, senza nessuna aspettativa, così tanto per…:

alla settimana prossima con una delle poche opere letterarie che “ha cambiato il mondo”…

Renato Barletti ©2016

Potete seguire Renato ogni sabato in “Suggestioni e percorsi poetici