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Il 7 febbraio la Commissione Finanze al Senato, presieduta da Mauro Maria Marino (PD), ha respinto tre emendamenti per la separazione bancaria presentati da Lega, Movimento Cinque Stelle e SEL, al decreto cosiddetto “salva risparmio”. Il presidente Marino li ha ritenuti “inammissibili” per “estraneità della materia”. Lo stesso presidente Marino che invece aveva giudicato “ammissibile” il vergognoso emendamento presentato dal PD per regalare 97 milioni di Euro ad un torneo di golf, al punto che è dovuto intervenire il Presidente del Senato Grasso per annullarlo. Il giorno dopo il Sen. Stefano Candiani ha sollevato in aula questo stridente contrasto, tra emendamenti per la separazione bancaria che sono forse l’unico modo per salvare i nostri risparmi, e le regalie del PD ad un torneo di golf, chiedendo giustamente che i numerosi disegni di legge per la separazione bancaria vengano discussi, e approvati, al più presto.

“Ci saremmo aspettati” ha esordito il Sen. Candiani “e lo dico al presidente della Commissione Marino, che il tema della separazione bancaria fosse affrontato seriamente. Sono legislature che in Commissione giacciono disegni di legge che, a livello di testimonianza, sono sottoscritti un po’ da tutti i rappresentanti dei Gruppi. Ma chi ci crede veramente, porta in discussione e in votazione i provvedimenti di legge che tutelerebbero seriamente i risparmiatori rispetto alla speculazione. La Commissione però non porta al nostro esame i disegni di legge sulla separazione bancaria; è evidente che c’è una volontà politica di non andare in quella direzione. È talmente evidente che qualche anno fa il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi agì nottetempo per modificare le finalità e lo statuto della Cassa Depositi e Prestiti, rendendo possibili investimenti speculativi da parte di un’istituzione che, ancora prima dell’avvento della Repubblica, aveva sempre garantito e tutelato il risparmio, a partire da quello postale e dagli investimenti dell’amministrazione pubblica. Oggi ci troviamo con un sistema bancario allo sbando, come è stato già correttamente e precedentemente detto. Il Governo, quando ha agito, lo ha fatto per perseguire interessi personali”.

“In un momento in cui ci sono terremotati abbandonati a se stessi e imprenditori che non accedono al credito” è particolarmente urgente che il dibattito sulla separazione bancaria, attualmente in corso anche al Congresso USA, arrivi anche al Parlamento italiano, se necessario con l’intervento del Presidente Grasso.

Uno degli emendamenti presentati è quello della Sen. Laura Bottici (M5S) è recita: Art. 26-bis.

(Separazione delle attività bancarie commerciali da quelle speculative)

1. Al fine di tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l’economia reale e differenziare tali attività da quelle legate all’investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali, il Ministro dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, promuove con proprio decreto disposizioni volte a garantire la separazione delle banche commerciali, che raccolgono i depositi dei cittadini ed erogano il credito agli individui e alle imprese, dalle banche d’affari, che operano nei mercati finanziari attraverso l’emissione e la compravendita di titoli azionari, obbligazionari e di strumenti speculativi in genere.

2. Il predetto decreto vieta, altresì, ai rappresentanti, ai direttori, ai soci di riferimento e agli impiegati delle banche d’affari, alle banche d’investimento, alle società di intermediazione mobiliare e in generale a tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico, di detenere posizioni di controllo e di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali».

Giovedì 16 febbraio il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, anch’egli componente della Commissione Finanze, ha annunciato che chiederà al governo di fare chiarezza, durante il question time in commissione Finanze, sull’esposizione in derivati dell’Italia, denunciata da un’inchiesta del settimanale L’Espresso, chiedendo anche di poter visionare i relativi contratti, come Sinistra Italiana, insieme ai deputati di tutti i gruppi di opposizione, ha chiesto al dicastero dell’Economia da mesi. Paglia ha chiesto le dimissioni del ministro Padoan.

Il dibattito sulla separazione bancaria è urgente anche per un altro motivo: come ha rivelato l’europarlamentare Marco Zanni, l’Unione Europea non si limita ad esercitare pressioni indebite sull’Italia, ignorando bellamente l’emergenza terremoto, ma si prepara anche a dare il colpo di grazia alle banche italiane che ancora non speculano: “mentre l’attenzione degli italiani, teleguidati dai media più provinciali del mondo, è tutta concentrata su temi fondamentali per il nostro futuro, come le vicende della Raggi, il congresso del Pd o il festival di Sanremo, il progetto di «spolpamento» dell’Italia va avanti.

“L’ obiettivo sono le poche banche sane rimaste e, di conseguenza, quel poco di finanza italiana sopravvissuta all’ ultimo decennio. Lo schema di attacco è tanto semplice quanto spregiudicato. Il braccio armato, come sempre, è la Commissione europea, e l’ arma è il pacchetto sulla nuova regolamentazione bancaria. Un piccolo emendamento all’ articolo 507 del regolamento sui requisiti patrimoniali (Crr) prevede di delegare all’ Eba, l’Autorità bancaria europea, la facoltà di cambiare l’ approccio sull’ esposizione bancaria nei confronti degli Stati e del loro debito sovrano: i titoli di Stato in pancia alla banche non saranno più considerati a rischio zero se con rating inferiore alla A. Cosa significa?”

“Significa che i titoli di Stato italiani detenuti dalla banche italiane (oltre 400 miliardi) che ora hanno un coefficiente zero e cioè non richiedono capitale aggiuntivo per essere detenuti, improvvisamente diverrebbero una bomba esplosiva nei bilanci degli istituti di credito. Per quale motivo? Le banche italiane sarebbero costrette a venderli a qualunque costo, con ingenti perdite, scatenando anche una corsa verso i bond del nord Europa con un ulteriore aumento dello spread tra i nostri ed i bond tedeschi, oppure dovrebbero cercare cifre enormi per aumentare il capitale. In sintesi si metterebbero in ginocchio le poche banche italiane rimaste sane e si costringerebbe il governo a chiedere l’ intervento del Meccanismo europeo di stabilità e quindi della Troika”.

“Un piano perfetto per commissariare definitivamente il nostro Paese. Un piano possibile perché fondato su una debolezza strutturale costruita ad arte alla Ue, e cioè la scelta di mettere nelle mani dei mercati finanziari la determinazione dei tassi di interesse sul debito pubblico degli stati, togliendo la sovranità monetaria e rendendo indipendente la Bce. Un piano possibile perché costruito ad hoc contro i titoli di stato dei paesi più esposti della Ue, anche per allontanare l’ attenzione dai veri problemi delle banche europee, quello dei derivati, dei cosiddetti level-3 assets, di cui sono pieni gli istituti del nord e quelle tedesche in particolare. Per sintetizzare: prima, togliendo la sovranità monetaria e professando l’ indipendenza della Bce faccio in modo che il debito pubblico diventi un problema, poi con le regole dell’ Unione bancaria ti affosso il sistema finanziario e infine mi prendo tutto (usando anche i tuoi soldi detenuti dal Meccanismo europeo di stabilità) con un commissariamento e ti mando la Troika”.

“Quale è la reazione del governo e del Parlamento o dei vari gruppi parlamentari presenti a Bruxelles, di fronte a questo violento attacco? Non esiste, perché nessuno se ne è nemmeno accorto e forse, i pochi che se ne sono accorti, sono stati ricompensati in altro modo e messi a tacere. Noi, che a tacere invece non siamo abituati a stare, abbiamo deciso di gettare una pietra nello stagno.”

Liliana Gorini /  MoviSol ©2017

Per cortesia di MoviSol