anche quest’ano sta giungendo quelo che la gran parte dei bambini desiderasse che vorrebbero ricevvere, x questo ò scritto questa letterina che mi à aiutato a squola la maestra che he tanto buona.

Niente scusatemi, esperimento fallito. Volevo provare a scrivere in un italiano molto simile a quello che leggo quotidianamente su libri, giornali, social, ecc., ma non ci riesco, scusatemi ancora ma per me “violentare” la Lingua è una bestemmia e non riesco nemmeno a farci dell’ironia sopra. Mi spiace perché avrei voluto far capire bene ciò che voglio dire e se fossi riuscito ad adeguarmi meglio alla “lingua comune” avrei potuto farmi comprendere. Consiglio per una fruizione migliore di questo articoletto, invece di qualche traduttore online, una impolverata grammatica per le scuole elementari, lo consiglio ai lettori e lo consiglio soprattutto e vivamente agli addetti ai lavori: scrittori, poeti, saggisti, giallisti, editori, correttori di bozze (no, questi non esistono più!), agenti, editors, sedicenti tali o tali altri. Vabbè riprendo il discorso utilizzando quella lingua obsoleta ed impolverata anch’essa e scusate se le mie parole non saranno di impatto immediato.

Allora dicevo… cari babbinatale, anche quest’anno sta arrivando la festa che ci sta più a cuore, la festa che spinge molti ad addentrarsi in librerie e stores, mega o meno mega, (negozio suonava male, store fa più chic) alla ricerca di un “regalo di qualità” per quell’amico/a che ama leggere. Che fesseria! Che significa dire ad una persona che ama leggere, anche io amo leggere, ma mica tutto, mica le riviste di gossip, mica i libri di ricette, mica quelli di Bruno Vespa e mica moltissime altre cose. Insomma dire ad una persona che ama leggere è un po’ come dire che un’altra persona ama respirare, certo che respira, ma dipende da aria ad aria, o forse non è così? Comunque il donatore culturalmente sano e raffinato decide di regalare un libro (un libro: ci sarebbe una parentesi lunghissima da aprire ma non lo faccio perché l’ho già fatto lo scorso Natale e non voglio sembrare ridondante) e si reca in una mescita di libri e se non è esperto nel campo si guarda attorno in cerca di ispirazione. Mi fermo qui e non spiego che ispirazione mediamente potrebbe trovare perché la immaginate tutti benissimo. Successivamente sceglie un libro e quasi sicuramente su base statistica si tratta di un libro di una delle due major (in inglese, così faccio bella figura anche io!). Si può scegliere su un’ampia gamma di titoli, ma le ispirazioni spesso conducono a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il libro ha il cuore libero oppure ha moglie.

  • Certo Renato che oggi sei proprio scemo, che c’entra parafrasare due strofe di una canzone di De André?
  • Forse no o forse sì… dipende dal titolo della canzone, di questa canzone…

Scelto il libro/regalo ci se lo fa incartare, fiocchetto, magari bigliettino e via. Questa sembra la descrizione di un rapporto medio di un italiano medio con l’oggetto libro, con la cultura nel suo insieme. In fondo c’è poco tempo e tante cose da fare: lavoro, figli, casa, palestra, origami, l’estetista, partite di calcio, filmini porno, chat porno in internet, puttan tour, ecc. ecc.. Stop: fra Natale e Santo Stefano si consumano molti rapporti unici fra i prototipi specie italici e questo oggetto che comunque anche come soprammobile, magari su una libreria di desing, fa sempre la sua bella figura. Regalare un libro è un segno di distinzione, fa pensare a chi lo riceve che chi gli e lo ha donato sia una persona fine, intellettualmente impegnata, culturalmente evoluta, letterariamente ferrata. Ma non è proprio così, non c’è solo Natale, ci sono anche i compleanni, gli anniversari, le festività; vorresti quest’anno per San Valentino non regalare al tuo fidanzato “Il Grande Libro della Figa” o alla tua fidanzata “Il Grande Libro del Cazzo”? Sarebbe sciocco non farlo e poi grandi libri così ce ne sono molti, imbarazzo della scelta. Regalate libri, regalatene quanti più potete, diffondete il verbo (anche l’avverbio e il pronome, non sia mai il congiuntivo o il complemento oggetto). State attenti, non capita, ma potrebbe anche capitare e potreste trovare fra gli scaffali di qualche punto vendita un libro sui generis, palesemente inadatto ad esser letto da chicchessia, palesemente inappropriato per sprecare carta ed inchiostro. Guardatelo bene, dimenticatelo e fate come le comari di un paesino non brillano certo di iniziativa e le contromisure fino a quel punto si limitarono all’invettiva.

  • Ma di nuovo De André, stessa canzone, cosa c’entra?
  • C’entra, c’entra…

Insomma siamo seri, può anche capitare qualche libro “diverso” e bisogna farsene una ragione, l’importante è che tutti siamo uniti e stiamo attenti e vigili e pronti a prendere delle iniziative: ritirare lo sconsiderato intruso e caricarlo sul primo treno con destinazione la fahrenheit 451 dell’oblio dove potrà trovare la propria giusta collocazione… e ieri passavo di là e ho visto che alla stazione c’erano tutti dal commissario al sacrestano.

  • Di nuovo, ti piace proprio questa canzone, ma che vuoi dire? Come si intitola?
  • Non so, dimmelo tu, ditemelo voi… appunto si intitola Bocca di Rosa e racconta di una signora che era molto brava a fare…

Umilmente quest’anno poco prima di Natale ho pubblicato un libro di genere trans (IL SENSO DEL VIAGGIO fuori e dentro di sé). No non è uno spot, non l’ho stampato, non lo vendo, non dovete né potete farci nulla. L’ho pubblicato gratuitamente in rete su Appealpower in modo da raggiungere quante più persone possibile fuori dalla logica dell’editoria e dell’autopubblicazione, del guadagno e dell’autocelebrazione. A disposizione di chiunque voglia leggerlo, non a disposizione di chi lo voglia regalare. Cari due babbimajornatale, non chiedo nessun regalo, nemmeno a quelli meno major (ma di maggior qualità?), certo leggeste le mie cose magari… a disposizione marescià. Quest’anno invece di una letterina piena di richieste, vi vorrei lanciare una piccola domanda/sfida difficile da porre perché implicherebbe che qualcuno di voi leggesse questo libro. Periodo ipotetico dell’assurdo: qualora lo leggeste, potreste mica indicarmi un libro da voi stampato in italiano negli ultimi dieci anni a questo “livello” per spirito creativo, originalità, profondità, spessore culturale, utilizzo della lingua?

Io la risposta la so, voi datevela, oppure no, fa lo stesso…

ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi, ed arrivarono quattro gendarmi  con i pennacchi e con le armi

  • Ancora ‘sta Bocca di Rosa? oh, ma cosa era brava a fare?
  • (sussurrando all’orecchio) i pompini!

 

Dimenticavo: BUONA NATALE A TUTTI, A TUTTI TUTTI, DAVVERO!!!


qui potete scaricare in versione integrale, gratuita e senza dovervi registrare un libro di Renato. 

Pensato e scritto come regalo ai Lettori di Appeal Power

https://appealpower.files.wordpress.com/2018/11/il-senso-del-viaggio-fuori-e-dentro-di-sc3a91.pdf

 

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