inside the World all begins locally,(LOCGLOB),and then turns into global,(GLOCAL):the 45 Geopolitical Regions and the 296 leading Towns

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The 47 Geopolitical Regions

I – Traditional Geopolitical Regions
Nota Editoriale: per quanto possibile i nomi sono mantenuti nella lingua originale od in alternativa in inglese
AFRICA

 

Analisi di insieme del continente:

 

Il substrato Geo-economico.

 

Come per tutti i mercati emergenti dipendenti dagli introiti energetici le conseguenze del crollo dei prezzi dalla metà del 2014 sono state pesanti. Ma nonostante questo l’ Africa nel suo insieme è andata meglio di altre aree dipendenti dall’ export delle commodity.

 

Una della regioni principali delle ridotta credibilità della narrativa sull’ Africa Rising risiede nel fatto che sia troppo semplicistica. Questo perché si tende a dimenticare che l’ Africa, al pari di altri continenti,è troppo vasta per essere ricondotta ad una visione singola in positivo od in negativo che possa essere.

La dimensione geografica unita ai problemi di connessione sono il substrato infrastrutturale dove si innesta quello Geo-politico di una integrazione regionale molto bassa. In questo contesto i mercati in via di sviluppo si scontrano poi con una mancanza di human power ed una carenza di knowledge network. Il tutto finisce con l’ accentuare le diversità in un continente sfaccettato con diverse velocità.

 

Se consideriamo le quattro principali economie dell’ Africa Subahariana abbiamo che:

– la Nigeria soffre di una pesante recessione

– l’ Angola ed il Sud Africa sono stabili

– il Kenya ha avuto una crescita del 6%

 

La crescita del Kenya si innesta in un trend generale positivo relativamente all’ East Africa che si conferma anche per il Rwanda, la Tanzania e l’ Etiopia.

 

Relativamente al Nord Africa nel periodo 2016-2018 la crescita media è del 3.8% con la Libia in miglioramento ed Egitto e Marocco con un trend positivamente accentuato.

 

Nello stesso periodo le previsioni per l’ Africa Centrale parlano di una crescita media del 2.9% ed una dell’ 1.9% in Africa Occidentale.

La regione con la crescita più contenuta, 1.6% in media,è l’ Africa del sud.

 

Permane comunque una situazione in cui le economie dominanti sono sempre le stesse:

 

– il Kenya ad est

– la Nigeria ad ovest

– il Sud Africa a sud

– l’ Egitto al nord

 

In termini puramente Geo-politici abbiamo il seguente substrato:

 

– la situazione in Zimbabwe è migliorata

– in Lybia è in via di lento quanto relativo miglioramento

– – in Nigeria è  relativamente stabile

– Somalia, Sudan, DR Congo sono sempre nazioni con una elevata instabilità che può incidere nelle rispettive regioni

– Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco hanno problemi interni che non troveranno una soluzione nel 2018

 
1- Maghreb
Algeria, Lybia, Morocco, Mauritania, Tunisia
Instabilità regionale: medio – alta

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: elevata

 

Importanza globale: elevata per l’ UE, per la Russia, marginale per gli Usa

 

Nazione leader regionale: Algeria

Ø  Il regime è ingessato e sconta il calo dei prezzi delle commodity senza trovare una soluzione alla crisi economica ed alla disoccupazione giovanile

 

Nazione più instabile: Lybia

2- Sahel
Burkina Faso, Chad. Mali, Niger
Instabilità regionale: medio – alta

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: media

 

Importanza globale: bassa, limitata all’ esportazione di instabilità nel Maghreb ed al flusso migratoria

 

Nazione leader regionale: Chad

Ø  Dopo un calo del Pil del 6.9 % nel 2016 non migliora

 

Nazione più instabile: Mali

3- Western Africa
Capo Verde, Guinea, Gambia, Guinea Bissau, Liberia, Senegal, Sierra Leone
Instabilità regionale: bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: insignificante

 

Importanza globale: marginale

 

Nazione leader regionale: Sierra Leone

 

Ø  L’ economia si riprende dalla calo del valore del ferro e dalla epidemia di  Ebola

 

Nazione più instabile: Liberia

4- Gulf of Guinea
Benin, Ghana, Ivory Coast, Nigeria, Togo
Instabilità regionale: media – bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: bassa, l’ abbondanza di petrolio e gli Usa che da anni sono esportatori netti di energia rendono relativamente meno importante un grande produttore come la Nigeria

 

Nazione leader regionale: Nigeria

Ø  Le politiche di diversificazione non suppliscono ancora alla dipendenza dall’ export petrolifero ed abbiamo recessione dal 2016 unita ad inflazione crescente, diseguaglianza sociale e corruzione endemica con una delle struttura criminali più potenti del continente e ramificata in Europa

 

Nazione più instabile: Nigeria

5-Central Africa
Centralafrican Rep., DRC, Equitorial Guinea, Congo, Cameroon, Gabon, Sao Tomè & Principe
Instabilità regionale: media

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si dalla DR Congo in Southern e Eastern Africa

 

Importanza globale: bassa

 

Nazione leader regionale: Cameroon

Ø  Autosufficienza alimentare, bassa inflazione, (0.9%), crescita del 4.6% ma permangono le tensioni armate con i movimenti separatisti nell’ ovest anglofono del paese

 

Nazione più instabile: DR Congo

6-Eastern Africa
Burundi , Kenya, Rwanda, Tanzania, Uganda
Instabilità regionale: bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: no

 

Importanza globale: media

 

Nazione leader regionale: Kenya

Ø  Dal 2014 riesce ad emettere titoli di stato per finanziarsi. Il settore dei servizi e quello edile trainano l’ economia, (6.6%), ma persiste un forte disagio sociale per la disoccupazione e l’ aumento dei prezzi causato dalla siccità nel 2017

 

Nazione più instabile: Rwanda e Burundi

7-African Horn
Djibouti, Eritrea, Ethiopia, Somali
Instabilità regionale: medio bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: medio- alta a causa delle rotte marittime

 

Nazione leader regionale:  Ethiopia

 

Ø  Con una crescita del 8%8 si conferma sia come leader regionale che come una delle Tigri Emergenti Africane

 

Nazione più instabile: Somalia

8-Nile Valley
Egypt, Sudan, South Sudan
Instabilità regionale: alta

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: elevata per la UE e nel Greater Middle East per gli Usa e la Russia

 

Nazione leader regionale: Egitto

Ø  Le riforme dal 2014, nel 2016 l’ IVA introdotta, la svalutazione ed i prestiti del FMI non generano i risultati sperati con la velocità necessaria

 

Nazione più instabile: Sudan

 

9-Sub Tropical Africa
Angola, Malawi, Mozambique, Zambia, Zimbabwe
Instabilità regionale: insignificante

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: marginale

 

Nazione leader regionale: Angola

Ø  Dal 2014 il calo del petrolio ha portato ad una contrazione dell’ economia. Il governo ha tolto i sussidi sui carburanti ed è in crescita la ricchezza generata dalla costruzione di infrastrutture finanziate in primis da Cina ed Ue

 

Nazione più instabile: Zimbabwe

10-Austral Africa
Botswana, Lesotho, Namibia, S. Africa, Swaziland
Instabilità regionale: insignificante che può divenire moderata se la situazione sociale Sudafricana

deflagrasse

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: marginale

 

Nazione leader regionale: S. Africa

Ø  La instabilità politica, i cronici problemi infrastrutturali, ( ad exp. le forniture irregolari di elettricità), un elevato deficit concorrono ad una crescita modesta e ad un acuirsi del conflitto sociale

Ø

Nazione più instabile: –

11-Indian Ocean
Comore, La Reunion, Madagascar, Mauritius, Seychelles
Instabilità regionale: marginale

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: no

 

Importanza globale: insignificante

 

Nazione leader regionale: Madagascar

Ø  La fine della crisi politica e gli investimenti in infrastrutture hanno attivato la crescita

 

Nazione più instabile: –

 

WESTERN HEMISPHERE (AMERICAS)
 

Analisi di insieme dei continenti  Nord e Sud America:

 

 

In termini Geo-politici i problemi maggiori sono l’ implosione del Venezuela e del Messico.

 

Nel Venezuela dove il governo per mantenersi al potere può:

·        scaricare la tensione nella sua regione Geo-politica di appartenenza come pure in Centro America e nei Caraibi.

·        assumere un ruolo nel narco-traffico internazionale sia riattivando le tensioni in Bolivia che incrementando il ruolo di transito del Venezuela come pure l’ operatività in Messico mediante il Cartel de los Soles una struttura criminale collegata al Trans-national Organized Crime e composta dal vertice delle forze armate e di sicurezza Venezuelane. Un paio di esempi la dicono lunga su quanto sia invischiato vertice. Hugo Carvajal , ex-comandante in capo dell’ intelligence Venezuelana, arrestato ad Aruba e poi rilasciato dope  tre anni. Un altro membro della organizzazione è  Diosdado Cabello, vice presidente con Chavez ed ora vice presidente del Partito Socialista Unito, ovvero del partito al potere.

·        divenire un santuario finanziario per il crimine internazionale che può riciclare usando una crypto-valuta, il Petro, emessa dalla Banca Centrale Venezuelana in conti segreti gestiti dalla medesima, (vedi il paragrafo 3.5 ed i capitoli 6 ed 8). Per drogare e tamponare l’ economia il governo di Caracas può riciclare il denaro del Trans-national Organized Crime  al fine di sopravvivere iniettando queste somme nel circuito dell’ economia legale.  Immaginiamo ad esempio degli ordini, speculativi o meno che siano, presso la Bolsa de Caracas, ovvero la borsa. Ordini, che una organizzazione criminale che voglia agire come un Non State Actor, può usare per ricattare un territorio. Ovvero un governo come pure una città od una regione speculando al ribasso sui titoli del debito emesso da queste realtà. Ma anche per  “drogare” le quotazioni di aziende in fase di emissione in un mercato azionario come pure presenti da tempo al fine di riciclare del denaro come pure di inserirsi da protagonista in un mercato con la suddetta azienda.

 

In Messico anni di guerra civile causata dalla narco-economia iniziata nel 2006 ed il perdurare della arretratezza economia nel sud del paese hanno generato una situazione dove ampie regioni sono aree comparabili a quelle di un failed state.

 

Una guerra che la Yale Rewiew of International Studies nel 2012 ha definito come una narco-insurgency che ha ucciso circa 90.000 Persone.

Il rischio è

che il secondo mercato mondiale degli Usa e membro de facto del continente Nord Americano, (vedi il paragrafo 3.1), deflagri in una guerra civile che lo trasformi in un failed state non è irreale.

 

Ed è questo rischio che ha spinto l’ amministrazione Usa a continuare a pensare al muro e non a dimenticarlo come altre promesse elettorali. Ovviamente a Washington non potevano dirne la vera ragione dato che avrebbe scatenato pesanti ripercussioni e con molta ipocrisia è stato nascosto tutto dietro la versione del muro anti-immigrazione. Ed in Europa sia per miopia che per interessate strumentalizzazioni locali a fini elettorali come pure per il non poter credere che il secondo mercato mondiale Usa potesse divenire un failed state questa versione è stata accettata come se fosse la verità.

 

12 – Central America

Belize, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, El Salvador
Instabilità regionale: bassa ed a causa delle Mega Gang criminali

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: bassa

 

Nazione leader regionale: Panama

Ø  Continua la crescita e pur permanendo una diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza si riduce l’ impoverimento nelle aree rurali

 

Nazione più instabile: –

13-Great Antilles
Bahamas, Bermuda, Cayman, Cuba, Domenican Rep., Haiti, Jamaica, Puerto Rico, Turk & Caicos
Instabilità regionale: insignificante

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: marginale

 

Nazione leader regionale: Jamaica

Ø  Il debito cala dal 2013 e si ha una costante crescita ma permane l’ elevata disoccupazione e la forza relativa del crimine organizzato

 

Nazione più instabile:  Turk & Caicos

14-Little Antilles
Antigua & Bermuda, Barbados, Grenada, St. Kitty & Navis, St. Lucia, St. Vincent & Granadine, Trinidad & Tobago
Instabilità regionale: nulla

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: insignificante

 

Nazione leader regionale: Barbados

Ø  L’ economia deve ancora riprendersi dalla crisi del 2008

 

Nazione più instabile: –

15-Atlantic States
French Guyana, Guayana, Suriname, Venezuela
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si a partire dalla Bolivia

 

Importanza globale: medio – alta nelle regioni limitrofe, media in quello internazionale se Caracas diventasse un santuario per il riciclaggio con una crypto-moneta, (Petro), emessa da una banca centrale su conti segreti

 

Nazione leader regionale: Venezuela

Ø  L’ economia è in crisi totale e più hanno potuto la corruzione endemica e le velleità imperialistiche regionali che il crollo del petrolio. Sugli embarghi Usa ricordiamo che circa l’ 85% del petrolio Venezuelano è raffinato negli Usa

 

Nazione più instabile: Venezuela

16-Andin America
Bolivia, Colombia, Ecuador, Peru
Instabilità regionale: bassa ed indotta dal crimine organizzato

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si collegata al narco-business

 

Importanza globale: elevata nel contesto  di area ma marginale nel mondo se si eccettua la dimensione del narco-traffico

 

Nazione leader regionale: Bolivia

 

Ø  Il calo delle commodity minerarie è stato compensato con investimenti nelle infrastrutture pagati con il fondo sovrano nazionale

 

Nazione più instabile: Colombia

17- South America
Argentina, Chile, Brazil, Paraguay, Uruguay
Instabilità regionale: insignificante

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: elevata per il Western Hemisphere e come fornitore di commodity per la Cina

Nazione leader regionale: Brasile

Ø  Dal 2014 austerità e nel 2017 inizia la ripresa. La rigidità del sistema rende difficile riformare, la disoccupazione cresce. Relativamente ai maggiori mercati di sbocco interessanti le prospettive con gli Usa e la Germania ed interlocutorie con la Cina alla luce del rallentamento (? strutturale) interno

 

Nazione più instabile: –

18 – North America
Canada, USA, Mexico
Instabilità regionale: insignificante ma può aumentare se il Mexico, proto – failed state nella dimensione della narco-guerra civile,dovesse implodere

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si,vedi sopra

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazione leader regionale: USA

Ø  La disoccupazione ha raggiunto i livelli pre-crisi, in surplus commerciale (“eterno”) per le tecnologie, esportatore netto di energia da anni, con domanda interna in crescita, sempre il luogo più sicuro per comprare titoli ed investire, con 2. mercato di export al mondo il Mexico e 4. fornitore mondiale per la Cina e la Germania. Outlook positivo

 

Nazione più instabile: Mexico

 

ASIA
 Analisi di insieme del continente: 

 

Il primo viaggio presidenziale di Ronald Reagan avvenne in Asia ed è utile ricordarcelo per comprendere che la primaria valenza strategia dell’ Asia è un qualcosa di lunga data per gli Usa. Tanto di lunga data che possiamo tranquillamente andare a ritroso nel tempo per vedere che Washington fece una guerra contro la Spagna per le Filippine dove aprì la base navale di Subic Bay nel 1891. Poi Washington si annesse le Hawai per avere uno stato che gli consentisse di avere un confine spostato di 5000 chilometri della coste della California. E nel XXI grazie alle Hawai la zona di sovranità marittima Usa riconosciuta in base al diritto internazionale è ben dentro il Pacifico. Non ci stupiamo quindi se una delle prime navi mercantili d’ altura degli Usa, la Empress of China, partì proprio per fare commercio in Asia ed era l’ anno 1784. E quasi un secolo dopo le cannoniere Americane invitarono “gentilmente” i Giapponesi ad aprire i loro porti al commercio. In Asia troviamo alcune delle più grandi potenze militari del pianeta: Cina, India, Russia, Nord Corea, Sud Corea, Vietnam, Pakistan, Australia, Giappone ma anche la Francia con i suoi DomTom. E tra di esse è sempre bene ricordarci in un mondo a crescente proliferazione nucleare abbiamo 5 delle 7 potenze nucleari mondiali ed il tutto in un contesto, come non si stanca mai di sottolineare Kissinger,in cui non si hanno alleanze militari di tipo SR-NSA tipo la Nato e dove le strutture SR-NSA economiche sono più sulla carte che reali.

 

In un contesto dove la Cina dietro OBOR cerca di nascondere due debolezze Geo-politiche chiave:

– OBOR serve per vendere il Made in MAINLAND China, ovvero quanto prodotto nelle regioni interne cronicamente povere prima che il differenziale con le regioni costiere generi una guerra civile.

– usare dell’ Opportunistic Power, (vedi il capitolo 7), per garantirsi il transito nel Continente Oceano,ovvero nel Deep Sea, dato che per i prossimi decenni la flotta Cinese non potrò competere con quella Usa

Ma Beijing non può più nascondere questo combinato disposto di debolezza dato che dall’ ottobre 2017 iniziano a circolare documenti ufficiali Cinesi in cui si considera come virtuosa la partecipazione di Washington in OBOR a partire dalla AIIB. Un cambio radicale dato che fino al settembre 2017 era un punto di orgoglio il non volere gli Usa in AIIB, una struttura di finanziamento ad OBOR con 60 Stati membri, e tantomeno nel contesto delle cosiddette ” Nuove Vie della Seta”.

 

Ed è in questo contesto di debolezza fino ad oggi ben mascherata che è utile rilevare che il 15-8-17 si è verificato uno scontro di frontiera nella zona a confine tra il Tibet, ( Cina), ed il Jammu, (India). Uno scontro tra le truppe di Beijing e quelle di New Delhi che è durato 13 giorni fino a quando il governo Indiano non ha annunciato il ritiro delle truppe dal suo lato del confine.

 

In un’ Asia dove le ferite della Seconda Guerra Mondiale come pure quelle precedenti non sono dimenticate. Ed ovviamente non solo quelle ferite e la seguente lista ci consente di avere il polso della situazione:

 

– nel paragrafo 2.3 abbiamo parlato dei timori di Putin per una Siberia in cui intorno al 2030 i confini si dovranno riscrivere su base etnica con il Far East Russo che sarà inglobato dalla Cina

– Cina ed India si disputano 3.000 chilometri di territorio in Tibet

– La Cina costruisce isole artificiali per ridisegnare i confini marini ed in questo si trova contro il Vietnam, le Filippine, Singapore, l’ Indonesia e la Thailandia ed infatti Beijing chiama questi mari come  Yellow Sea mentre per gli altri queste acque si chiamano South East Asia Sea

– Taiwan e Cina sono sempre più sotto scacco del nazionalismo di Beijing dato che Taipei sa bene dai tempi della 1. amministrazione Clinton che se provocasse la Cina gli Usa non interverrebbero per aiutarla. Allo stesso tempo il Tawian Relations Act non stabilisce quando Washington cesserà di vendere armi a Taipei ma stabilisce che non si consulta con Beijing per farlo come pure che non medierà tra Taiwan e la Cina e neanche che  eserciterà pressioni sui Taipei per negoziare con Beijing

– Per i Giapponesi il mare che li divide dalla Corea è il Mar del Giappone mentre per i Coreani è il Mar Coreano

– tra Usa, Cina, e le due Coree non esiste un trattato di pace ma un armistizio e quindi, tecnicamente dal punto di vista del diritto internazionale sono in stato di guerra

– idem tra Mosca e Tokyo per le isole Kurili e questo dalla Seconda Guerra Mondiale

– le Filippine sembrano volersi allontanare dall’ orbita Usa e trovare la propria strada per risolvere le dispute marittime con la Cina sebbene quest’ ultima non accetti un verdetto internazionale che la danneggia. Ma è anche molto probabile che con un cambio di Presidente a Manila le cosa muterebbero nei rapporti con Washington tornando alle relazioni del passato

– dal 2015 Tokyo ha modificato l’ articolo costituzionale che impedisce di operare all’ estero con le proprie forze armate

–  nella Corea del Nord comanda di più l’ apparato di sicurezza od il mondo che lucra e gravita intorno al fatto che sia un paradiso per il crimine organizzato internazionale? Ovvero: chi vincerà la lotta per il potere?

– da anni i servizi di sicurezza Cinesi dicono che la Cina invecchierà prima di divenire ricca e si vedono tante delle cose che hanno fatto finire l’ ascesa del Giappone che  era definita inarrestabile con le stesse parole che descrivono quella Cinese. Il tasso di crescita è al limite della pace sociale, XI ha tolto la proprietà della aziende e banche di stato al Popolo Cinese per passarla al Partito Comunista Cinese, l’ indebitamento bancario è oltre ogni livello di guardia ed una crisi finanziaria al momento è esclusa solo per il fatto che il sistema finanziario Cinese è isolato dal resto del mondo e da circa un decennio produrre in Cina costa troppo come dimostra la ri-dislocazione industriale Cinese in Asia ed in Africa. Inoltre si assommano dei problemi sociali come il fatto che  più di 100 milioni di Cinesi maschi non troveranno mai moglie dato che la politica del figlio unico ha generato uno squilibrio demografico strutturale che fa si che  vi siano troppi uomini rispetto al numero di donne. Oppure ed anche i problemi ecologici dalle acque inquinate all’ aria irrespirabile.

– Gli Usa resteranno per almeno i prossimi 35-40 anni la potenza militare dominante nella regione e con una portaerei usata Ucraina ed un’ altra in arrivo i Cinesi per anni ed anni non avranno una forza Deep Blue Waters, da altura, credibile. Ma questo non impedisce di tenere in conto la tirannia delle distanze per intervenire in uno dei gangli vitali della WSC: il South China Sea.

Infatti, sebbene l’ ambiente operativo Asiatico sia favorevole per il dominio militare Americano, accade che:

 

·        da San Diego ci vogliono dai 13 ai 21 giorni a compiere le 6.700 miglia di distanza

·        da Guam dai 3 ai 5 giorni per le 1.700 miglia

·        lo stesso dall’ Australia dove a Darwin sono basati i Marines Usa

·        2 o 3 giorni per percorrere le 1.000 miglia da Okinawa

·        3-5 giorni per le 1.700 miglia nautiche da Tokyo

 

E tutto questo non fa che ribadire non solo quanto sia importante il controllo dei cieli ma anche come il Cielo sia a sua volta un continente, (vedi il paragrafo 3.2).

 

E questo ci ricorda quanto possa essere fragile l’ economia mondiale basata sul just-in-time e la relativa WSC nel caso che l’ apparato industriale Sud Coreano venisse paralizzato da una guerra.

 

Od anche una speculazione basata su crypto monete che, come accaduto ad inizio dicembre 2017, possono essere facilmente rubate da hacker che risiedono in un santuario per il TOC come la Corea del Nord da dove, poi, “ringrazieranno” chi a quel punto ha perso somme enorme per creare il valore di scambio.

 

– Per chi crede che Beijing abbia in mano un’ arma totale detenendo un valore immenso del debito Americano la realtà si rivelerà alquanto diversa per (almeno) due motivi.

Il primo motivo che comprando il debito pubblico Usa Beijing non fa altro che comprare mercato negli Usa e quindi il debito Americano è un asset imperiale in un Impero A-territoriale come quello Usa, (vedi cap.4).

Il secondo motivo è che nessuno onora un debito con un paese con cui si interrompono le relazioni diplomatiche o si entra in guerra, (salvo ovviamente che poi si perda la guerra).

Basta ricordare la soluzione ancora attuale ed attuabile che Hilary Clinton disse che avrebbe attuato come Presidente e che enunciò quando era in competizione con Obama.

Hilary Clinton spiegò che se fosse stata eletta in caso di crisi irreversibile o di guerra con la Cina avrebbe reso nullo il debito pubblico e privato Americano con la Cina ed inoltre avrebbe considerato come un atto ostile ogni atto sui mercati finanziari che avesse supportato la Cina contro il dollaro ed il debito Usa.

 

Partendo da questo in un mondo dove la moneta è ancora sinonimo di sovranità e dove dalla fine di novembre 2017 si ha il crypto-rublo se davvero la Cina volesse gli oneri e non solo gli onori da potenza globale e non solo regionale perché non chiede di essere pagata in yuan e non in dollari?

 

19- Indian Subcontinent
Bangladesh, Bhutan, India, Maldives, Nepal, Sri-Lanka
Instabilità regionale: molto bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: elevata sia nel contesto del contenimento Cinese che della stabilizzazione dell’ estremo est del Greater Middle East

 

Nazione leader regionale: India

Ø  Il calo del petrolio ha ridotto il prezzo del carburante facendo tagliare i sussidi riducendo il deficit e liberando risorse per gli investimenti. La crescita è sostenuta grazie agli investimenti esteri che sperano nelle promesse riforme che stentano però data la situazione parlamentare, al mercato interno ed alla spesa pubblica vista al contrazione dell’ export per una minore domanda mondiale. Il ciclo economico è stato turbato dalla demonetizzazione nel 2016-7

 

Nazione più instabile: Bangladesh

20-South East Asia
Cambodia, Laos, Myanmar, Thailand, Vietnam,
Instabilità regionale: bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, vedi Bangladesh

 

Importanza globale: elevata per la Cina, gli Usa ed il Giappone

 

Nazione leader regionale: Vietnam

 

L’ inquinamento del Mekong ha ridotto la produzione agricola ma la crescita permane grazie all’ export come pure agli investimenti ed alla domanda interna. Le rivendicazioni sociali per i problemi ambientali e contro i bassi salari, sebbene in aumento,sono fonte di tensione

 

Nazione più instabile: Myanmar (al momento e non cronicamente)

21-South West Asia
Brunei, Indonesia, Malaysia, Philippines, Singapore
Instabilità regionale: medio- alta a causa delle pretese marittime Cinesi

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, non solo le mire territoriali Cinesi ma anche un riposizionamento Filippino che concretizzi un allontanamento relativo da Washington verso Beijing

 

Importanza globale: elevata nel contesto della WSC per le turbative al traffico marittimo

 

Nazione leader regionale: Indonesia

Ø  L’ economia ha un costante buon trend di crescita ma non basta ad assorbire la domanda di lavoro. Per ovviare a questo ed ai relativi problemi sociali dal 2016 si sono avviate riforme per facilitare gli investimenti esteri come pure modificate le politiche dei sussidi verso interventi più mirati

 

Nazione più instabile: nelle Filippine vi sono problemi insurrezionali a Mindanao che sono permanenti ma al momento controllati

 

22- North West Asia

China, Japan, Mongolia, North Korea, South Korea, Taiwan R.o.C.
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si ed anche su base mondiale.

I punti chiave sono:

·        l’ aggressivo espansionismo marittimo Cinese con pretese territoriali disconosciute in sede internazionale e la creazione di isole artificiali militarizzate per cercare di alterare la geografia

·        la tensione Nord e Sud Corea

·        la tensione tra Nord Corea ed  Usa

·        la tensione latente Cina – Taiwan che può essere riaccesa dal nazionalismo Cinese da parte di una leadership con problemi sociali da non sufficiente crescita economica

·        il perdurare dell’ immagine negativa del Giappone per quando nella 2. Guerra Mondiale

·        latenti tensioni tra Giappone e Nord Corea dato che lo stesso mare a Seoul è chiamato Mar Coreano ed a Tokyo Mar del Giappone

·        Disputa territoriale sulle Kurili invase dai Sovietici che si potrebbe accuire se la Russia necessita una immagine nazionalistica per i propri problemi interni

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazioni leader regionali: Cina, Giappone, Nord Corea

Ø  Cina: anche nel 2017 si conferma il rallentamento della economia iniziato nel 2011 e che oramai è strutturale in quanto fisiologico dato il livello di sviluppo raggiunto. Ma un tasso intorno al 6.5 – 7% è pericoloso per il mantenimento della stabilità sociale

Ø  Giappone: il programma del governo iniziato nel 2016 basato su una politica monetaria espansiva, tassi negativi, stimoli fiscali ed investimenti pubblici ha fermato la trentennale deflazione ed incentivato l’ export. Ma allo stesso tempo è aumentato il costo del lavoro con ricadute negative per l’ edilizia. Nonostante questo l’ indebitamento pari al 204 % del Pil incide negativamente e nel 2019 l’ IVA sarà aumentata al 10% per generare gettito fiscale

Ø  Sud Corea: dal 2016 il tasso di crescita risente della ridotta domanda interna come pure dei ridotti investimenti. Il sistema dei Chebol è sempre più atrofizzato e questo incide sulla disoccupazione giovanile. Relativamente all’ export i mercati principali sono Cina, Usa ed Europa con gl ultimi due con previsioni di crescita nel 2018

 

Nazione più instabile: Sud Corea, Cina

 

 

EUROPE

 

 

Le prospettive di sviluppo sono consolidate e si prevede un migliore mercato del lavoro ed una ridotta problematicità finanziaria con una previsione di crescita media del 2% nel 2018 e dell’ 1.9% nel 2019.

Le prospettive sono in miglioramento anche per l’ Italia, la Francia e solo il Lussemburgo al momento ne ha in contrazione anche se insieme a Malta e Lituania è previsto che abbia la migliore crescita nella UE

Con una stima di crescita intorno all’ 1.3% l’ Italia avrà la crescita più ridotta.

Superata in questo dalla Francia, (1.8%), e dalla Germania col 2.0%.,

Il best performer sarà la Spagna con un 2.6%.

Endogenamente il rischio di instabilità maggiore viene dai sistemi bancari Italiano, (crediti inesigibili),e Tedesco, (derivati pericolosi).

Il substrato geopolitico.

Dove inizia e finisce l’ Europa?

Se da un punto di vista Geo-economico è la UE più la Russia e per alcuni anche la Turchia in termini Geopolitici la situazione è più complessa dato che le nazioni Europee sono 51, ovvero quelle classificabili nel contesto del U.S. European Command (EUCOM).

(: Suddivisione mondiale delle aree di competenza dei comandi militari Usa)

Perchè consideriamo anche l’ Europa definita dall’ EUCOM?

“Solo e semplicemente” perchè per la sua estensione è anche quella che poi considerano i governi Russo, Tedesco, Britannico e Francese quando sviluppano i loro scenari Geo-politici Europei

Una situazione a complessità variabile ed in parte sovrapponibile quella relativa alle turbolenze che confinano con le varie Europe.

Le Europe Geo-politiche sono infatti cinque:

Ø  La UE = e consideriamo ancora il Regno Unito. Un inciso in termini di valutazione Geo-strategica in merito. Con un UK che:

– rimane nei progetti Ue per Londra che hanno valenza strategica per la ricerca e per l’ industria

– i Cittadini UE ed UK hanno gli stessi diritti in UE ed UK

– Londra mantiene tutti gli impegni in ambito Europol / Sicurezza

– con gli accordi  di confine per il Nord Irlanda ed Irlanda le merci che passano da Belfast via Irlanda godono di fatto e nella sostanza dello stesso regime di quelle che attraversano Ventimiglia da e per la Francia. Al momento gli Unionisti Nordirlandesi non li vogliono e li hanno boicottati ma il benessere economico che portano avrà la meglio.

– partendo da questo pensare ad un accordo Londra – Brussels di libero scambio sul tipo di quello col Canada o con la Turchia che contempli anche la finanza è più che razionale

– a Londra da un paio d’ anni è nato un movimento in crescita che vuole un referendum per dare alla città un duplice status legale. Da un lato come capitale del Regno Unito con la Corona presidente degli stati del Commonwealth, (ad esempio il Canada o l’ Australia), e con la sterlina. Dall’ altro lato ed in contemporanea l’ essere giuridicamente anche una città stato, che per inciso produce da sola quasi il 20% del Pil Britannico,con l’ euro e membro della UE

Tutto questo ci porta a dire che Londra rispetto alla UE vivrà la seguente condizione Geopolitica:

“avere la moglie ubriaca” = godere di facto di tutti i benefici del libero mercato UE e farli godere alle Aziende Europee in UK

“ed avere la botte piena” = essere formalmente fuori dalla UE

Ø  La Nato che da un lato garantisce contro l’ espansionismo Russo e dall’ altro in questo modo aiuta nel pratico Putin a controllare le derive espansionistiche dei poteri che lo appoggiano.

Ø  La Russia che fa la voce grossa per motivi di intrinseca debolezza interna:

ü  Il costante calo demografico.

ü  Centinaia di miliardi di dollari guadagnati dalle elite ma non usati per un sistema industriale che è allo sfascio dato che la Russia esporta solo commodity energetiche, wodka, armi ed antivirus.

ü  La progressiva perdita dei territori Siberiani come denunciato da Putin nel 2000.

ü  La incapacità Geo-strategica di gestire la crisi Siriana dato che Putin ha detto che vuole ritirarsi a partire dal marzo 2018 dato che non sarebbe in grado di gestire il trovarsi invischiato nel conflitto di attrito tra iran ed Israele.

Nel pratico se togliamo a Mosca le circa 7.000 testate nucleari cosa le resta per considerarla una potenza regionale che gioca a fare la potenza globale fino a che glielo fanno fare?

Nulla.

Anche il soft power che sembra avere nei confronti di alcune forze politiche e movimenti culturali Europei è difficile che passino la prova dei fatti anche se tali forze andranno al potere.

In quel momento infatti vedranno che anche se Mosca genera crypto-rubli 24/7/365  non ha lontanamente il potere finanziario Usa.

Non ne ha la capacità di garantire il passaggio della logistica just-in-time sia nel continente delle Deep Blue Waters, le linee di navigazione marine, e neanche nel continente della Air Routes, le vie aree.

Non parliamo poi di elevata tecnologia ed Internet delle Cose. Ed a questo riguardo un inciso:di sicuro chi accusa le Aziende leader di mercato Usa di essere dei “Grandi Fratelli” che raccolgono dati per darli alla CIA e per rivenderli rimpiangerà questa realtà quando opererà nel motore di ricerca Russo Yandex. E la prova provata di questo è che questi soggetti da un lato denunciano questo “strapotere usa” ma dall’ altro e nel pratico si guardano bene di fare i business loro operando col Russo Yandex. Al di là della retorica come ospite pagato in una talk show vorrà pure dire qualcosa.

Ed infine per quanto i Russi possano essere divoratori di pesche Cuneesi, parmigiano Parmense e prosecco Bresciano, Veronese o del Sud Tirol di certo non sono un mercato ricco come quello Usa.

E lo stesso dicasi per il luxury Italiano dato che basta vedere le vendite nella 5th Avenue di New York e quelle nella centralissima via Tverskaya a Mosca.

Questi sono fatti reali ed il resto è solo dibattito come ospite pagato in un talk show.

Ø  Il V4, ovvero Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia.

I paesi dell’ Europa Centrale che si sentono un cuscinetto tra Germania e Russia dato che la storia non si dimentica mai. Al di là della retorica e delle analisi sono poi i fatti che contano ed i soli che fanno la differenza e, quindi, parliamo di un qualcosa accaduto durante la amministrazione Obama.

A  fronte di un timore motivato dal fatto che la difesa anti-missile Nato fornita dagli Usa non con basi ma solo con incrociatori lanciamissili non bastasse il V4 nel 2013 ha costituito un Battle Group, ovvero una unità interforze multinazionale operativa. La prima unità mai costituita al di fuori della Nato.

Ed un evento come questo indubbiamente la dice lunga sulla militarizzazione e nuclearizzazione della UE se la Nato si sfaldasse o se gli Usa riducessero il loro appoggio.

Indubbiamente una nuclearizzazione dell’ UE può far sorridere qualcuno e per questo forniamo un paio di dati oggettivi che impattano sulle nostre mappe mentali:

Dato 1: Germania, Italia, Spagna, tutti i paesi UE appartengono a quei paesi che in ambito nucleare militare sono definiti come ” 6 months beyond”. Ovvero che possono in sei mesi dotarsi della prima testata nucleare avendo sia la tecnologia che l’ apparato industriale ed il materiale fissile per costruirla.

Dato 2: lo stato maggiore Tedesco da un paio di anni pubblicamente dice che la Germania ha bisogno di armamento nucleare. Se i Tedeschi iniziassero tutti gli altri li seguirebbero nuclearizzando l’ UE.

Ø  L’ EUCOM è il comando militare Usa con competenza sul continente Europeo e la sua classificazione Geo-militare del continente in 51 Stati ha valenza Geo-politica per le maggiori cancellerie Europee.

Il dato interessante per il 2018 che muta radicalmente la equazione Geo-politica continentale è che gli Usa stanno ritornando in Europa dopo il ritiro iniziato con in strategic pivot del 2009 e contrariamente alle promesse elettorali del Presidente Trump.

Alcuni fatti del periodo 2016 – 2017 confermano il significato epocale di tale evento:

– in nome di quello che i fautori delle alleanze come Mosca definiscono come pacifismo preventivo contro l’ imperialismo Nato nel 2016 l’ Ambasciatore Russo in Danimarca ha informato il governo Danese che se entrano nel sistema difensivo anti-missile Nato le loro navi diventeranno un bersaglio per i missili nucleari Russi

– secondo dati del 2017 l’ esercito Tedesco ha solo due battaglioni operativi al punto di far fronte alle truppe Russe

– Sui circa 2 milioni di soldati della Nato solo 100.000, ovvero il 5%, è in grado di operare al di fuori dei propri confini

– lo U.S. Joint Multinational Training Group addestrerà ogni anno fino al 2020 5 battaglioni Ucraini

–  nel settembre 2017 vista la postura aggressiva che prendeva la grande manovra Russa denominata Zapad gli Usa hanno aumentato la loro presenza nel Baltico a scopo deterrente fino alla fine della manovra

– Erdogan, vista la instabilità interna e la postura in politica estera di Mosca,lancia anatemi contro Washington per un supposto aiuto al golpe fallito come pure per il trasferimento dell’ ambasciata Usa a Gerusalemme ma si guarda bene di uscire dalla Nato come pure di impedire l’ accesso agli Americani nella base aerea di Incerlik

La previsione per lo scenario operativo continentale per il potere militare Usa nel 2018 è favorevole.

Si rimanda alla tabella seguente per avere la sintesi minacce/soggetti coinvolti in Europa.

 

 

 

 

 

 

Punti di crisi Geo-politica con cui confinano /si sovrappongono le varie Europe Geo-politiche UE NATO EUCOM Russia V4
Immigrazione Africana e Medio Oriente x x x x
Immigrazione Asiatica via Africa x x x x
Immigrazione Asiatica via Asia x x x x
Tensioni politiche nel Nord Africa x x x
Siria, Iraq x x
Polo Nord x x x x
Baltico x x x x
Ucraina x x x x x
Transnistria x x x x x
Isole del Canale con un traffico medio di almeno 500 navi commerciali al giorno x x x
Stretto di Gibilterra con un traffico medio di almeno 200 navi commerciali al giorno x x x
Gli stretti Turchi, il Bosforo ed i Dardanelli,in cui passano non meno di 46.000 navi/anno di cui almeno 5.600 petroliere x x x x
Giuk Gap, il corridoio navale tra Groenlandia, Islanda ed UK importante per bloccare l’ accesso all’ Atlantico ai sottomarini nucleari Russi x x x x
Gli Stretti Danesi, i 3 canali colleganti il Mare del Nord con il Mar Baltico attraverso i mari di Kattegat e Skaggerak con più di 125.000 navi/ anno che li attraversano x x x x
Cipro sia alla luce delle tensioni tra Grecia e Turchia che degli accordi per gli enormi giacimenti di gas x x x
Cina (Siberia) , Tensioni  nel Nord East Asia x
Asia Centrale e Caucasica x x

(T3: Crisi Geo-politiche in un’ Europa estesa alle 51 nazioni di EUCOM)

 

23-Central West Europe

Austria, Germany, Liechtenstein, Switzerland
Instabilità regionale: nulla

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: cuore economico Europeo

 

Nazione leader regionale: Germania

Ø  La crescita continua sostenuta grazie all’ export verso l’ Asia e gli Usa

 

Nazione più instabile: Svizzera

24-Netherlands
Belgium, Holland, Luxembourg
Instabilità regionale: la Wallonia è per il Belgio quello che la Catalogna è per la Spagna

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: alla luce della esperienza Catalana quasi nulle

 

Importanza globale: elevata nella UE come hub logistico e societario

 

Nazione leader regionale: Olanda

Ø  Continua la fase di crescita rafforzata da solide finanze pubbliche e comprovata dal calo della disoccupazione al 6%

 

Nazione più instabile: Belgio

25- Northern Europe
Denmark, Finland, Greenland, Iceland, Norway, Sweden
Instabilità regionale: nulla relativamente alle nazioni che compongono la regione Geo-politica ma elevata per la prossimità con il continente Artico, (vedere 3.3 ed anche II.39 in questo paragrafo)

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: elevata

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazione leader regionale: Svezia

 

Ø  La crescita si dimostra forte grazie alla costante crescita della produttività industriale media come pure della domanda interna a cui contribuisce il calo della disoccupazione

 

Nazione più instabile: Groenlandia

26-British Islands
Ireland, UK
Instabilità regionale: nulla

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe:-

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazione leader regionale: UK

Ø  Molto dipende dagli accordi Brexit che però non dovrebbero creare problemi. Il governo continua a stimolare la economia nonostante le prima avvisaglie inflattive

 

Nazione più instabile: –

27- Southern Europe
Andorra, France, Italy, Monaco, Portugal, San Marino, Spain, Vatican
Instabilità regionale: potenziale

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, se il sistema bancario Italiano aggraverà i propri problemi o se quello molto traballante Sanmarinese saltasse visto che l’ Italia è garante delle emissioni in Euro della Repubblica di San Marino.

 

Importanza globale: elevata per la UE e per Mosca, bassa per gli Usa e la Cina

 

Nazione leader regionale: Francia

Ø  La moderata crescita continuerà ed il governo stimolerà la domanda interna

 

Nazione più instabile: Italia

28 – Central Western Mediterranean
Cyprus, Greece, Malta, Turkey,
Instabilità regionale: medio – bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, solo se esplodesse in uno scontro la questione di Cipro a causa di una esternalizzazione dei problemi interni di Erdogan o nella difficile ipotesi di una nuova crisi del debito Greco

 

Importanza globale: elevata per la UE ,la Russia e la Cina in quanto la Grecia è la piattaforma di OBOR, media per gli Usa per i riflessi nel Greater Middle East ed in Nord Africa

 

Nazione leader regionale:Turchia

Ø  La instabilità frena sia il turismo che gli investimenti esteri che erano il volano e la deflazione generante inflazione unita al deficit ed alla crescente disoccupazione definiscono un trend negativo

 

Nazione più instabile:Cipro

29 -The Balkans
Albania, Bosnia-Herzegovina, Kossovo, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Serbia, Romania, Slovenia
Instabilità regionale: medio – alta

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, il narco-traffico in Albania e le sue ramificazioni economiche regionali ed Europee come pure la instabilità Macedone che si può scaricare in Kossovo ed in Albania

 

Importanza globale: importante per la Russia e la UE, scarsa importanza per gli Usa e la Cina

 

Nazione leader regionale: Serbia

 

Ø  Sebbene permangono le incertezze a livello regionale la crescita economica dovrebbe mantenersi stabile e nel 2017 è stato raggiunto il livello pre-crisi del 2008

 

Nazione più instabile: Albania

30 -The Baltics
Estonia, Latvia, Lithuania
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, i partiti a base etnica Russa vogliono che Mosca torni a dominare la regione e dal 2014 Mosca ha riposizionato armi nucleari tattiche nella enclave regionale mentre la Nato aveva un coinvolgimento minimo che non giustificava il ritorno di armi nucleari uscite dalla regione nel 1991. Nel settembre 2017 la postura delle grandi manovre regionali Russe ha costretto un rafforzamento Nato in funzione anti-invasione ed in ogni caso la Nato non ha mai schierato armi nucleari nella regione.

Il problema è la instabilità interna Russa che può spingere Mosca ad esternalizzare le tensioni in nome di un nazionalismo aggressivo.

In questo contesto è fondamentale per Putin che la Nato sia un deterrente credibile dato che solo in questo modo, retorica di ruolo a parte, può congelare la deriva aggressiva facendo presente a chi vorrebbe una postura troppa aggressiva che il prezzo da pagare sarebbe devastante.

Importanza globale: elevatissima per UE, Russia ed Usa

 

Nazione leader regionale: Lituania

 

Ø  Con un incremento del Pil stimato oltre il 3% le prospettive sono buone

 

Nazione più instabile: tutte e 3 per il motivo sopra indicato

31- Eastern Europa
Bielorussia, Moldavia, Russia, Ukraine
Instabilità regionale: media

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, se la situazione in Ucraina degenerasse o se in Transnistria ci fossero problemi

 

Importanza globale: elevatissima nella UE ed anche per gli Usa

 

Nazione leader regionale: Russia

Ø  Il Pil dovrebbe crescere intorno al 1.3 -1.5% e se avvenisse significherebbe che la ripresa inizia a consolidarsi

 

Nazione più instabile: Ucraina

32-Central Europe
Czech R., Poland, Slovakia, Hungary
Instabilità regionale: bassa

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si, nella UE per lotte interne a Brussels

Importanza globale: elevata per UE e Russia, bassa per Usa e Cina

 

Nazione leader regionale: Polonia

Ø  Gli investimenti esteri ed uno dei migliori usi dei Fondi UE garantiranno una crescita intorno al 3% ed una riduzione della disoccupazione sotto il 6%

 

Nazione più instabile: –

NEAR & MIDDLE EAST
33- Near East
 Irak, Israel, Jordan,Lebanon, Palestine, Siria
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazione leader regionale: Israele

Ø  Il calo dell’ export viene in parte compensato dalla domanda interna mantenendo buoni livelli di crescita del Pil e la stretta disciplina fiscale consente un contenimento del deficit. La disparità di reddito nella gran parte dei casi è motivata da scelte di comportamento sociale di derivazione religiosa dato che la povertà si concentra tra gli ortodossi Ebraici.

 

Nazioni più instabili: Siria, Iraq. Lebanon e Palestina per i conflitti tra Hamas/Gaza e Fatah/Cisgiordania ed interni ad essi

 

34 – Middle East (Arabic Peninsula)
Kingdom of Saudi Arabia / KSA, Kuwait, Oman, Qatar, United Arab Emirates / UAE, Yemen
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazione leader regionale: Arabia Saudita

 

Ø  Dal 2015 il deficit di bilancio si aggrava nonostante i tagli alla spesa pubblica ed è incerto l’ effetto dell’ introduzione della imposta sul valore aggiunto nel 2018. Ad oggi la emissione di titoli e la smobilitazione delle riserve più che la diversificazione in divenire della economia hanno permesso di continuare

 

Nazione più instabile: Yemen e potenzialmente l’ Arabia Saudita se la 3. transizione monarchica fallisse

 

 

CENTRAL ASIA

 

35-Central Western Asia
Afghanistan, Iran, Pakistan
Instabilità regionale: elevata

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si e per le seguenti cause:

– nuova guerra civile in Afghanistan

– instabilità crescente in Pakistan fino al rischio di una separazione del Beluchistan come avvenne con il Bangladesh

– problema Curdo in Iran che può attivare una instabilità generata anche da altre minosranze

– il Pakistan ha la bomba atomica Islamico-sunnita che, pagata dai Sauditi e dalle monarchie del Golfo, può fare pressioni sull’ Iran Sciita, (la Islamabad Card)

 

Importanza globale:elevata

 

Nazione leader regionale: Iran

 

 

Nazione più instabile: Afghanistan

36-Caucasus
Armenia, Azerbaijan , Georgia
Instabilità regionale: medio – alta

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: medio – bassa

 

Nazione leader regionale: Georgia

Ø  La dipendenza dall’ export degli idrocarburi è un freno per l’ economia

 

Nazione più instabile: Georgia

37-Central Asia
Kazakhstan, Kyrgystan, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan
Instabilità regionale: media

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: elevata per Russia, Cina, India

 

Nazione leader regionale: nessuno

 

Nazione più instabile: Uzbekistan

OCEANIA
 
38-Oceania
Australia, Fidji, Kiribati, Marshall, Micronesia Fed. States, Nauru, New Zeland,  French Non Independent Terr., Palau, Papua New Guinea, Samoa, Salomon Isl., Tonga, Tuvalu, Vanatu
Instabilità regionale: nulla

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: elevata per il contenimento della Cina e per le commodity Australiane

 

Nazione leader regionale: Australia

Ø  La economia subisce pesantemente il calo dell’ export di commodity in Asia ed in particolare in Cina a causa di un rallentamento generale

 

Nazione più instabile: –

 

 

 

 

 

 

 

II – UNRECOGNIZED Geo-political Regions

39 – Internet (Free Access & Censored Access)
Baidu, Bing, FaceBook, Google, Instagram, Linkedin, Ted, Twitter, uTube, Yadex, Yahoo
 Instabilità regionale: elevata per motivi geo-politici ed economico/fiscali

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si per gli impatti sulla dimensione fisica della realtà Dual

 

Importanza globale: fondamentale

 

NSA leader regionale: Google

 

NSA più instabile: Google

40 – Digital World Cultures (Proto-States of DUAL Citizenship inside the continent Internet)
Deep Internet, 2ndLife, Imvu, Entropia
Instabilità regionale: elevata per motivi geo-politici ed economico-criminali

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: fondamentale

 

NSA leader regionale: 2ndLife

 

NSA più instabile: Deep Internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

III – The “NEW” recognized Geo-politic Regions
 
41 – The Greater Middle East
Afganistan, Algeria, Armenia, Azerbaijan, Djibouti, Egypt, Eritrea, Ethiopia, Irak, Iran, Israel, Jordan, Kazakhstan, Kingdom of Saudi Arabia, Kuwait, Kyrgystan, Mali, Mauritania, Morocco, Niger, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, South Sudan, Sudan, Siria, Somali, Tajikistan, Tunisia, Turkmenistan, UAE, Uzbekistan, Yemen
Per l’ analisi Geo-politica e quella Geo-economica si rimanda a quanto detto in altri parti in cui le nazioni erano contestualizzate in altre regioni Geo-politiche
42 – The Indo-Pacific Corridor
India, Malaysia, Indonesia, Sri-Lanka, Australia, Papau- New Guinea
Instabilità regionale: elevata per il controllo delle rotte marittime, Deep Blue Waters

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: elevatissima

 

Nazioni leader regionale: India ed Australia

 

Nazioni più instabili: India ed Indonesia

 

43 – Orbital Space, (the continent Orbital Space)

 

Instabilità regionale: elevata per le dispute sulle traiettorie libere

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: fondamentale dato l’ impatto sul Dual: WSC + Internet

 

Nazione leader regionale: Usa, Ue

 

Nazione più instabile: Russia

 

 

44 – Artic (North Pole)

 

Canada, Greenland, Norway, Russia, Usa

Per le analisi Geo-politiche e Geo-economiche si rimanda al paragrafo 2.3

 

 

45 – Antartica (South Pole)

 

Argentina, Australia, Brazil, Chile, China, Denmark, Finland, Franca, Green Peace in Freehold (NSA), Italy, Japan, New Zealand, North Korea, Poland, Russia, Sweden, UK, USA,

 

Per le analisi Geo-politiche e Geo – economiche si rimanda al paragrafo 2.3

 

 

46 – Deep Blue Waters, (the continent Ocean)

 

Instabilità regionale: elevata in diversi mari ed oceani in Asia, Vicino e Medio Oriente, Polo Nord

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: si

 

Importanza globale: fondamentale per la World Supply Chain

 

Nazione leader regionale: Usa in quanto dispone della sola marina al mondo che può bloccare ovunque il transito. E se non si passa tutto il tonnellaggio delle marine civili è pura teoria accademica

 

Nazioni più instabili: Cina, Somalia, Russia, Iran

 

 

47 – Air Routes, (the continent Sky)

 

Instabilità regionale: no in quanto le linee aeree non sono contestate

 

Capacità di esportare instabilità nelle regioni Geo-politiche limitrofe: –

 

Importanza globale: fondamentale

 

Nazione leader regionale: : Usa in quanto dispone della sola aviazione al mondo che può bloccare ovunque il transito. E se non si passa tutto il tonnellaggio cargo e la capacità passeggeri civili sono pura teoria accademica

 

Nazione più instabile: –

 

 

Paolo Dealberti 2018

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